Assegno unico figli 2022: come si può aumentare l’importo?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
23/01/2022

Sta per entrare a tutti gli effetti in scena il nuovo assegno unico universale, a partire da Marzo 2022 infatti tutti i bonus famiglia saranno inclusi in un unico assegno. In molti si chiedono se esistono metodi legali per aumentare l’importo spettante: analizziamo insieme la questione.

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L’assegno unico per i figli sta per entrare in una nuova fase: a partire da Marzo 2022 infatti l’assegno avrà carattere universale ed includerà tutti i bonus appartenenti alla sfera familiare. Nel seguente articolo spiegheremo dei metodi legali che consentono, almeno di tentare, di far aumentare l’importo dell’assegno unico universale.

Scopriamo insieme quali sono i metodi più utili e funzionali.

Assegno unico universale 2022: come aumentare l’importo?

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La prima tecnica che si può utilizzare per far aumentare l’importo dell’assegno unico universale, è quella di utilizzare l’ISEE corrente invece di quello standard. Ricordiamo che il massimo che l’assegno può erogare mensilmente è 175 euro a figlio, a fronte di un ISEE inferiore ai 15 mila euro. Per ISEE superiori o uguali a 40 mila euro, l’assegno erogherà 50 euro a figlio.

È chiaro dunque come un primo metodo sia quello di intervenire sull’ISEE, tentando di abbassarlo il più possibile per rientrare in una fascia superiore. Per fare ciò si può utilizzare l’ISEE corrente, ma solo in determinate occasioni quali:

  • variazione della situazione lavorativa ovvero un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari;
  • variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente.

Qualora vi sia la possibilità di ottenere un ISEE corrente, inferiore a quello standard, si rientra in una fascia superiore e dunque spetteranno più soldi di assegno unico.

Assegno unico 2022: vi è un aumento se entrambi i genitori lavorano?

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Ipotizziamo che nel nucleo familiare di riferimento solo uno dei due genitori risulta essere occupato regolarmente. Cosa accade all’importo dell’assegno unico se iniziasse a lavorare anche l’altro? Stando alla regolamentazione vigente, una tale fattispecie comporterebbe un aumento dell’importo.

Infatti con entrambi i genitori occupati in una attività lavorativa, si avrà una maggiorazione di 30 euro per figlio nel caso in cui si sia in possesso di un ISEE inferiore o uguale a 15 mila euro. Ovviamente per ISEE dal valore superiore la maggiorazione sarà sempre più bassa fino ad arrivare agli zero euro dei redditi superiori a 40 mila euro.