Assegno unico figli: quando si riduce l’importo?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
14/01/2022

L’assegno unico per i figli a carico è una delle agevolazioni più diffuse ed utilizzate, rientranti nel campo dei bonus per la famiglia. Ci sono però delle condizioni che incidono sull’ammontare della prestazione: vediamo quali sono e quali sono le differenze con gli assegni familiari ANF.

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L’introduzione del nuovo assegno unico, che ricordiamo avrà carattere universale, ha causato una differenza di valutazione degli elementi che incidono sul totale della prestazione. Ricordiamo che l’assegno unico universale debutterà a Marzo 2022, tracciando un passaggio fondamentale.

Ma quali sono dunque le differenze con il gli assegni familiari standard ANF, analizzando soprattutto cosa incide sull’ammontare spettante.

Assegno unico universale: cosa incide sull’importo?

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Un primo fattore molto importante, per stabilire l’ammontare dell’assegno unico e degli assegni familiari, è il reddito percepito. La differenza tra le due misure è che l’assegno unico si serve dell’ISEE, mentre gli assegni familiari utilizzano i redditi standard, ma non di tutti i componenti.

Il valore dell’ISEE è inversamente proporzionale a quanto spetterà di assegno unico per i figli: nuclei familiari con ISEE superiore a 40 mila euro, avranno un assegno unico di 50 euro mensili. Il numero di minori, o comunque di membri nel nucleo, incide sul valore ISEE: due nuclei con redditi uguali, avranno ISEE differente in base al numero di persone che lo compongono.

Assegno unico e assegni familiari: quali sono le differenze?

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La differenza principale è la composizione del nucleo cui si prende riferimento per calcolare il reddito. Infatti, negli assegni familiari si teneva conto solo di:

  • richiedente, il quale deve essere lavoratore dipendente o titolare di pensione;
  • coniuge o parte di unione civile;
  • figli ed equiparati con meno di 18 anni;
  • figli ed equiparati maggiorenni ma con inabilità assoluta e permanente;
  • figli maggiorenni entro i 21 anni, ma solo quando si parla di nuclei con almeno quattro figli di età inferiore ai 26 anni.

Tale conteggi non tiene conto ad esempio dei nonni, che nel caso dell’ISEE sarebbero considerati come membri partecipi al reddito. Considerazione analoga può essere fatta per coppie di genitori non sposate e non conviventi: in questo caso viene considerato solo il reddito del richiedente negli assegni familiari.