Assegno unico novembre 2022: cambiano le date dei pagamenti

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
10/11/2022

Assegno unico novembre 2022: i pagamenti arriveranno in tre tranche differenti in base al destinatario e a quando è stata inoltrata la domanda per ricevere il beneficio. Vediamo nel seguente articolo il calendario ufficiale comunicato dall’INPS.

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Assegno unico 2022: cambiano le date dei pagamenti per il mese di novembre, che arriveranno in tre tranche differenti.

Vediamo nel dettaglio quando è previsto l’accredito delle somme e a chi spetta il sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni e senza limiti di età per i figli disabili.

Assegno unico novembre 2022: il calendario dei pagamenti

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Nel mese di novembre 2022, l’INPS erogherà l’assegno unico in tranche differenti in base ai destinatari:

  • entro il 13 novembre verranno pagati gli arretrati;
  • tra il 13 ed il 17 novembre per coloro che hanno presentato la domanda per ottenere il beneficio entro la fine del mese di febbraio 2022;
  • entro il 30 novembre 2022 per coloro che hanno presentato la domanda per ottenere il beneficio a partire dal mese di marzo 2022.

È possibile verificare le date esatte di pagamento dell’assegno unico sul sito dell’INPS, accedendo ai singoli fascicoli previdenziali nella propria area personale MyINPS.

Assegno unico 2022: cos’è e a chi spetta

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L’Assegno unico è un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. L’importo spettante varia in base alla condizione economica del nucleo familiare sulla base dell’ISEE valido al momento della domanda, tenuto conto dell’età e del numero dei figli nonché, di eventuali situazioni di disabilità dei figli.

L’importo dell’assegno unico viene determinato in base all’ ISEE presentato del nucleo familiare del figlio beneficiario, tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi. Nel dettaglio, il meccanismo di calcolo prevede:

  • una quota variabile modulata in modo progressivo (si va da un massimo di 175 euro per ciascun figlio minore con ISEE fino a 15.000 euro, ad un minimo di 50 euro per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 40.000 euro). Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati per i figli successivi al secondo e in caso di madri di età inferiore a 21 anni;
  • una quota a titolo di maggiorazione per compensare l’eventuale perdita economica subita dal nucleo familiare, se l’importo dell’assegno dovesse risultare inferiore a quello che deriva dalla somma dei valori teorici dell’assegno al nucleo familiare (componente familiare) e delle detrazioni fiscali medie (componente fiscale), che si sarebbero percepite nel regime precedente la riforma.