Aumenta il prezzo della pasta e del pane, ma il grano scende: perché

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
14/03/2022

Aumentano i prezzi della pasta e del pane, ma calano quelli del grano tenero. Quali sono i motivi di questi andamenti anomali? A quanto ammontano i rincari? Vediamo insieme cosa sta accadendo in questi giorni.

Farina-di-grano-duro-1Le conseguenze della guerra in Ucraina sono ormai sotto gli occhi di tutta la popolazione italiana, soprattutto per quanto riguarda i rincari degli ultimi tempi che stanno interessando sia il settore dei carburanti che dell’energia, ma in special modo il settore alimentare.

Tuttavia, nell’ultima settimana si sono registrati degli andamenti anomali: il prezzo del grano tenero ha smesso di aumentare, mentre il costo del pane e dei biscotti è in aumento. Vediamo insieme per quali motivo.

Rincari pasta e pane, ribasso del grano

penne-pastaNegli ultimi giorni, il prezzo del grano tenero ha smesso di aumentare, anzi è calato quasi del 10%, mentre il costo di pane e biscotti è in aumento con picchi che raggiungono i 10 euro al chilo, nonostante il prezzo medio sia di 5,31 euro al chilo.

Tra gli altri prodotti che sono interessati dai rincari troviamo la pasta, che si produce in maggioranza tramite il grano duro importato dal Canada, Usa, Messico o altre parti di Europa; infatti, un chilo di pasta in media è arrivato a costare 2 euro, con picchi di 4,71 euro al chilo in alcune città italiane.

Secondo quanto comunicato da Assoutenti (Associazione no profit per la tutela dei consumatori), dal grano al pane il prezzo aumenta di 13 volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre un chilo di grano.

I motivi

paneAd influenzare i prezzi dei prodotti finora presi in considerazione sono per oltre il 90% fattori come l’energia, l’affitto degli immobili e il costo del lavoro, tuttavia le ultime due voci sono ferme da tempo.

In merito all’improvviso calo del costo del grano, Coldiretti ha affermato che gli speculatori sono in azione, in quanto si spostano dai mercati finanziari in difficoltà anche sulle commodities agricole dove le quotazioni dipendono sempre meno dalla momentanea domanda e offerta e sempre più dai contratti “future” in cui si acquista e si vende solo virtualmente.

A causare i rincari degli ultimi tempi sono sia gli effetti collaterali della guerra sia le conseguenze del caro energia.