Aumento Pensioni minime: requisiti e importo

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
06/12/2022

Il prossimo anno, le pensioni minime potrebbero aumentare fino a 600 euro. Per adesso si tratta soltanto di un’ipotesi portata avanti da Forza Italia, ma gli aumenti potrebbero riguardare soltanto alcuni pensionati in possesso di determinati requisiti. Vediamo insieme.

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All’interno della maggioranza sta circolando l’ipotesi di aumentare le pensioni minime all’interno degli ultimi emendamenti alla Legge di Bilancio fino a 600 euro.

Il provvedimento inserito in Manovra dal governo Meloni prevede una rivalutazione dei trattamenti minimi pari all’8,7%, contro il 7,3% previsto per tutti gli altri. In base a quanto attualmente previsto dalla Finanziaria, l’importo delle pensioni minime si alzerà così da 523 a 570 euro al mese, di poco inferiore a 50 euro per ciascun pensionato. Il costo di questa misura, secondo quanto stanziato in manovra, è di circa 210 milioni di euro.

Nelle ultime ore, però, Forza Italia starebbe facendo pressione sul ministero dell’Economia per rivedere al rialzo queste percentuali e arrivare almeno alla soglia dei 600 euro.

Pensioni minime verso i 600 euro: l’ipotesi

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Il partito di Silvio Berlusconi vorrebbe portare l’importo delle pensioni minime a 600 euro, ma le risorse a disposizione dal Tesoro per modificare la Manovra ammontano a 400 milioni. Per questo motivo, l’aumento potrebbe non interessare tutti i potenziali beneficiari.

Si sta dunque valutando l’opzione di aumentare i trattamenti pensionistici a 600 euro solo per i pensionati over 70 che hanno un reddito Isee particolarmente basso, ma si tratta, per adesso, soltanto di un’ipotesi.

Opzione Donna: come potrebbe cambiare nel 2023

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La maggioranza starebbe valutando di ritornare alla versione originaria di Opzione donna in vigore ma con una proroga temporanea di 6-8 mesi. In questo modo si potranno risparmiare risorse rispetto alla proroga della vecchia Opzione Donna, il cui costo è pari a 110 milioni di euro.

Terminati i mesi di proroga, il governo si propone di presentare una riforma più complessiva del sistema pensionistico.

È una delle ipotesi, secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza, allo studio per modificare la norma contenuta in manovra, che proroga di un anno la possibilità di uscire anticipatamente dal lavoro ma la limita a tre categorie di lavoratrici e innalza l’età legandola al numero di figli.