Auto, imposta provinciale di trascrizione: come si calcola e quando si paga

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
24/10/2021

L’imposta provinciale di trascrizione è un tributo che si paga ogni volta che si acquista un’auto, nuova o usata che sia. Si tratta di una tassa che va a coprire i costi di iscrizione, trascrizione e annotazione e sul Pubblico Registro Automobilistico e l’importo preciso varia in base alla provincia. Vediamo più da vicino come funziona.

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L’IPT, imposta provinciale di trascrizione, è un tributo dall’importo variabile legato ai costi di iscrizione, trascrizione e annotazione sul Pubblico Registro Automobilistico da sostenere ogni volta che si immatricola un veicolo, sia nuovo che usato.

La somma esatta da pagare varia in base alla provincia in cui ci si trova e alla potenza del motore dell’auto.

Vediamo nel dettaglio come funziona il calcolo dell’imposta e quali sono le maggiorazioni previste dalle varie province.

Imposta provinciale di trascrizione: come funziona

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L’imposta provinciale di trascrizione (IPT) è una tassa da pagare nel momento in cui si immatricola un’auto, sia nuova che usata. L’importo varia su base regionale e viene calcolato in relazione alla potenza in kilowatt del veicolo:

  • fino a una potenza di 53 kilowatt si paga una quota fissa di 151 euro;
  • per ogni kilowatt oltre la soglia dei 53 bisogna aggiungere 3,51 euro;
  • all’importo ottenuto si applica una maggiorazione fino al 30% dell’importo totale, applicata dalla provincia in cui si effettua l’immatricolazione.

La sanzione prevista in caso di mancato pagamento dell’IPT è pari al 30% della somma dovuta.

IPT: le maggiorazioni

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Di seguito riportiamo tutte la maggiorazioni applicate dalle province italiane:

  • maggiorazione dello 0% ad Aosta, Bolzano e Trento;
  • maggiorazione del 20% ad Arezzo, Avellino, Benevento, Gorizia, Grosseto, Latina, Pordenone, Reggio Emilia, Trieste, Udine e Vicenza;
  • maggiorazione del 25% a Crotone, Sondrio e Ferrara;
  • maggiorazione del 30% ad Agrigento, Alessandria, Ancona, Ascoli Piceno, Asti, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Cuneo, Enna, Firenze, Fermo, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sud Sardegna, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Treviso, Varese, Venezia, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Verona, Vibo Valentia e Viterbo.

IPT: i soggetti esentati dal pagamento

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Sono esentati dal pagamento dell’imposta provinciale di trascrizione:

  • i disabili con ridotte o impedite capacità motorie permanenti con veicoli adattati per la loro locomozione;
  • i disabili psichici o mentali di tale gravità da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento;
  • i disabili con grave limitazione alla capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni, a prescindere dall’adattamento del veicolo.

Per quanto riguarda le auto storiche, invece, è prevista un’imposta provinciale di trascrizione in forma ridotta pari a 51,56 euro.