Auto, rinviato il divieto su benzina e diesel: che cosa sta succedendo

È stato rinviato il voto sul divieto di produzione di auto e diesel dal 203 voluto dall’Unione Europea. Infatti, il Consiglio dell’Ue ha deciso di fare un passo indietro dopo l’opposizione dell’Italia e della Germania, che puntano l’attenzione sull’alternativa offerta dai biocarburanti.

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Il Consiglio dell’Unione europea ha rinviato a tempo indefinito il voto sul divieto di vendita di auto a benzina e diesel dal 2035, approvato a metà febbraio dal Parlamento europeo. Questa decisione è stata presa in seguito all’opposizione di alcuni stati membri, tra cui Italia e Germania.

Vediamo insieme cosa sta succedendo.

L’Unione europea rimanda il divieto su auto benzina e diesel

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L’Italia e la Germania si sono opposte al provvedimento dell’Unione Europea che vuole vietare la produzione di auto a benzina e diesel a partire dal 2035. Il motivo è da ricercarsi nella loro importanza nella produzione di vetture a motore endotermico e dell’impatto che il divieto potrebbe avere sulle filiere di quest’ultimo.

La posizione della Germania

La posizione della Germania in particolare è stata influente nella decisione, poiché il governo tedesco ha richiesto un’adeguata contropartita sugli e-fuel (combustibili sintetici a basse emissioni utilizzati nei motori a combustione interna) per supportare la normativa sulle auto.

Al momento, la normativa europea prevede una riduzione del 100% delle emissioni delle nuove auto vendute dal 2035, escludendo di fatto ogni alternativa all’elettrico.

La posizione dell’Italia

Il governo italiano ha accolto con favore il rinvio, sostenendo che la normativa fosse troppo ideologica e poco concreta, e ha chiesto di prendere in considerazione tutte le tecnologie disponibili per la decarbonizzazione, inclusi i biocarburanti e i combustibili sintetici.

Il ruolo dei biocarburanti

In generale, i carburanti di origine biologica e sintetica sono considerati una tecnologia utile per la riduzione immediata dell’impronta di carbonio dei trasporti, ma ci sono differenze di opinione riguardo alla loro effettiva sostenibilità.

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