Auto: stop alla vendita di auto a diesel e a benzina

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
28/10/2022

E’ stata formalizzata l’intesa tra gli stati membri per quanto riguarda lo stop alla vendita delle auto a diesel e a benzina in Unione Europea a partire dal 2035. L’accordo è stato firmato nella serata di ieri tra Parlamento Europeo e Consiglio Europeo. Vediamo i contenuti dell’accordo e cosa succederà nei prossimi anni.

Diesel

Il mondo dell’automobile sta per andare incontro alla più grande rivoluzione della storia: dal 2035 sarà infatti vietata la vendita di auto con motore termico, il cui carburante è diesel o benzina. Questo è stato fortemente voluto dall’Unione Europea, per combattere l’inquinamento e raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di CO2 entro il 2050.

La strada da percorrere sarà piena di ostacoli e fortemente in salita: vediamo quali sono i passaggi principali e quali case automobilistiche avranno dei vantaggi.

Stop diesel e benzina: ecco i passaggi intermedi

Diesel

Come già preannunciato, a partire dal 2035 sarà del tutto vietata la vendita di veicoli a diesel e benzina nelle aree dell’Unione Europea. Si tratta di una vera e propria svolta, che sta portando con sé molto polemiche, in particolare tra i produttori. Vediamo in primis quali saranno i due passaggi intermedi che le case dovranno rispettare tra il 2025 e il 2030.

Come spiega il Parlamento Europeo infatti:

L’esecutivo comunitario pubblicherà una relazione entro la fine del 2025, e successivamente ogni due anni, per valutare i progressi verso una mobilità stradale a zero emissioni. La relazione riguarderà l’impatto sui consumatori e sull’occupazione, i progressi in termini di efficienza energetica e di accessibilità economica dei veicoli a zero e a basse emissioni.

Auto: quali case avranno trattamenti “speciali”?

Benzina

Vediamo ora quali sono le case automobilistiche che riceveranno trattamenti speciali in vista dello stop alla vendita dei motori inquinanti dal 2035. E’ stato creato un emendamento apposito, chiamato emendamento Ferrari, che consentirà alle case automobilistiche che producono volumi ridotti di auto di essere esenti dalla riforma.

Nel dettaglio si legge che:

I costruttori responsabili di piccoli volumi di produzione in un anno solare (da 1.000 a 10mila nuove autovetture o da 1.000 a 22mila nuovi furgoni) possono ottenere una deroga fino alla fine del 2035 (mentre quelli responsabili di meno di mille immatricolazioni di nuovi veicoli all’anno continueranno a essere esenti), ha spiegato in un comunicato il Parlamento europeo.