BCE: Lagarde conferma nuovi aumenti dei tassi

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
27/09/2022

Dopo il recente aumento dei tassi d’interesse dello 0,75% voluto da BCE, Lagarde è tornata sullo stato attuale delle economie europee, confermando che il 2023 sarà un anno molto complesso. Ci saranno sicuramente nuovi aumenti dei tassi d’interesse, con addirittura previsioni del primo trimestre a crescita negativa. Vediamo insieme le novità.

Bce

La Presidente di Bce Christine Lagarde si è espressa in merito al futuro dell’unione monetaria Europea nell’audizione del 26 settembre presso la commissione affari economici all’Europarlamento. In questa audizione è stato confermato come il 2023 potrebbe ancora essere un anno all’insegna della crescita economica, pur con stime fortemente al ribasso.

Non sono affatto esclusi nuovi aumenti dei tassi d’interesse: vediamo cosa succederà nel seguente articolo.

Lagarde: prospettive macroeconomiche per il 2023

Bce

Vediamo cosa ha detto al governatrice Bce circa il futuro dei tassi e dell’inflazione nell’Eurozona. Le prime dichiarazioni sono volte al come è nata la situazione inflazionistica attuale e come questa potrebbe evolversi:

La guerra ingiustificata di aggressione sull’Ucraina continua a gettare un’ombra sull’Europa. Le conseguenze economiche hanno continuato a dispiegarsi. Le prospettive si stanno facendo più fosche. L’inflazione rimane troppo alta ed è probabile resterà sopra i nostro target per un periodo esteso di tempo.

Riguardo al nuovo anno ha dichiarato:

Sarà sicuramente un anno difficile, molto probabilmente con il primo trimestre a crescita negativa dato che riteniamo che anche il quarto trimestre del 2022 sarà negativo.

Lagarde: cosa succederà ai tassi d’interesse?

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Vediamo ora quale sarà il destino dei tassi d’interesse per il 2023 nell’Eurozona, stando a quanto dichiarato da Christine Lagarde. Circa eventuali aumenti futuri dei tassi arriva la conferma:

Allo stato delle cose ci aspettiamo di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nei prossimi diversi meeting per smorzare la domanda e scongiurare il rischio di un persistente spostamento al rialzo delle aspettative di inflazione.

E’ chiaro dunque che lo strumento principale in possesso della Banca Centrale Europea è quello di aumentare i tassi d’interesse: solo così si potrà garantire il ritorno dell’inflazione al di sotto ma vicino al 2%.