Benzina: prezzi sempre più alti

19/07/2021

Nella crisi delle materie prime sono stati coinvolti anche i carburanti che, a fronte di una minore produzione, hanno aumentato di molto il costo di benzina e diesel. Sembra che il nuovo accordo Opec+ abbia posto fine a questo rincaro: vediamo la vicenda nel dettaglio.

Benzina

La minore produzione di carburante è principalmente dovuta all’aumento della domanda di combustibili: queste due componenti hanno fatto schizzare il prezzo del carburante alle stelle. Sulla spinta dei governi, il gruppo dell’Opec+ ha raggiunto un compromesso per alzare i livelli di forniture a 400mila barili al giorno.

Scopriamo tutti i dettagli della vicenda.

Carburanti: trovata l’intesa per abbassare i prezzi

petrol-996617_1920

I paesi membri dell’alleanza Opec+, hanno finalmente trovato un’intesa sull’aumento della produzione di carburante per fermare ( e si auspica abbassare) il livello dei prezzi. Questi paesi sono Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Russia, Iraq e Kuwait, e avranno a disposizione una base più alta su cui basare la produzione.


Leggi anche: Nuova riforma IRPEF 2021: chi pagherà più tasse?

Tale accordo ha valore dal mese di agosto fino alla fine del 2022, e punta ad innalzare l’offerta di circa 2 milioni di barili di petrolio.

Va fatto notare che solo in Italia i prezzi hanno toccato cime mai raggiunte da tre anni a questa parte: a giugno la benzina è arrivata a costare 1,65 euro al litro e  il diesel 1,508 euro al litro.

Costo carburanti: l’impatto della pandemia sui prezzi

refuel-1629074_1920

Il gruppo Opec+ ha fatto sapere il proprio punto di vista, dicendo:

“È stato preso atto del continuo rafforzamento dei fondamentali del mercato, con la domanda di petrolio che mostra chiari segni di miglioramento“.

La produzione, infatti, per effetti dei vari lockdown imposti a livello mondiale, aveva subito un pesante ribasso di quasi 10 milioni di barili al giorno. Tuttora sono 5,8 milioni i barili bloccati, ma che dovrebbero essere immessi nuovamente sul mercato entro la fine del 2022.

Stante la lotta alle energie non rinnovabili, siamo ad oggi dipendenti dal petrolio e un rincaro così evidente nuoce pesantemente a livello globale.

Mattia Anastasi
  • Laureato in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
  • Laureando in Finanza e Metodi Quantitativi per l'Economia curriculum in Assicurazioni
  • Esperto in: Economia e Detrazioni Fiscali
Suggerisci una modifica