Bitcoin: il futuro è cinese?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
20/05/2022

Nonostante il periodo non sia dei più felici per le criptovalute di tutto il mondo, il tema rimane sempre di grande attualità. Una delle notizie recenti riguarda i miners cinesi che, nonostante i divieti, continuano a cercare nuove monete digitali sul territorio cinese: facciamo chiarezza a riguardo.

Bitcoin

Il governo cinese aveva imposto dei limiti molto rigidi a tutti coloro intenti a trovare nuove criptovalute in territorio cinese appunto. Sembra però che degli audaci minatori stiamo violando queste norme, seguendo escamotage e altri trucchi vari. L’espansione del fenomeno ha fatto in modo che la Cina si piazzi al secondo posto della classifica dei miners, dietro solo ai giganti statunitensi.

Facciamo chiarezza a riguardo insieme nei prossimi paragrafi.

Mining in Cina: dal divieto alla rinascita

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La procedura di estrazione dei bitcoin viene definita mining, rappresentante al meglio il lavoro che deve essere svolto per avere la fortuna di trovare una cripto. Tale procedura però può essere effettuata con buone probabilità di successo solamente in alcune zone della Terra. Si tratta di quelle che sono densamente piene di dati e transazioni elettroniche.

La Cina rappresenta l’esempio perfetto: moltissime persone, economia in crescita e molte transazioni. Il mining esplose in territorio cinese al punto che il 65% circa del potenziale di mining globale era proprio in Cina. Dopo il duro e secco stop del governo però, tale valore crollò. Solo negli ultimi mesi sembra essere risalito, visto che i miners hanno trovato il modo di riappropriarsi del territorio.

Divieto di mining in Cina: a cosa è servito?

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Cerchiamo di capire se il blocco ai miners ha portato dei vantaggi alla Cina. Le motivazioni dello stop erano per lo più di carattere energetico: la vasta presenza di minatori di cripto nel territorio cinese significava un enorme utilizzo di energia. Energia di cui la Cina era a corto a causa della pandemia: per questo motivo il governo ha deciso di imporre un brusco stop.

Ma il blocco non ha avuto effetto, almeno non per il tempo sperato dalle autorità. Nel giro di pochi mesi i miners sono tornati, consci del fatto che secondo i dati sono ancora oltre due milioni i bitcoin che devono essere estratti.