Bitcoin in flessione: è ora di vendere?

15/03/2021

Bitcoin: dopo aver sfondato il muro dei 60 mila dollari la criptovaluta torna a scendere. Quotazione record raggiunta per la prima volta sabato scorso, oggi si registrano valori intorno ai 58 mila dollari. E l’India starebbe pensando di bandire dal paese le valute digitali straniere.

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Intorno al Bitcoin continua a persistere incessantemente un’altissima volatilità. Dopo la quotazione record raggiunta nella giornata di sabato 13 marzo, con la criptovaluta che per la prima volta nella sua storia ha superato i 60 mila dollari di valore, questa settimana inizia con una flessione che riporta Bitcoin su valori compresi tra i 55 e i 58 mila dollari.

E c’è chi come l’India sarebbe al lavoro su politiche volte a reprimere il Bitcoin e l’intero comparto delle criptovalute legali.

Bitcoin: dopo il record la flessione

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Nella giornata di sabato 13 marzo il Bitcoin ha superato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 60 mila dollari, segnando un nuovo ed importante record.


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Questa improvvisa crescita è stata la diretta conseguenza dell’ottimismo che ha colpito i mercati in seguito alle vaccinazioni di massa negli Stati Uniti e all’approvazione del piano di aiuti da 1.900 miliardi voluto da Joe Biden.

Stamattina si sono invece registrati valori intorno ai 58 mila dollari, una flessione a conferma della costante volatilità della prima criptovaluta al mondo.

Ma i numeri di Bitcoin restano impressionanti: negli ultimi 12 mesi il suo prezzo è aumentato del 963%, con un valore di capitalizzazione che nell’anno in corso ha già superato due volte i mille miliardi di dollari.

India: ipotesi stop per le criptovalute

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Il rally incessante di Bitcoin, però, pare avere anche qualche nemico.

L’India avrebbe infatti intenzione di bandire le criptovalute legali in favore di una moneta digitale di stato: mossa che sarebbe volta a limitare l’influenza di capitali stranieri nel paese.

Secondo il disegno di legge, su cui è ancora al lavoro il governo indiano, verrebbero considerati illegali il possesso, l’emissione e il trasferimento di criptovalute diverse da quella di stato.

La caratteristica importante di quest’ultima, che la renderebbe diversa da qualsiasi altra valuta digitale esistente, sarebbe la sua “centralizzazione“: non si tratterebbe infatti di un asset slegato dall’economia indiana, bensì di una moneta politicamente influenzabile dal governo del paese.


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Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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