Bitcoin: la Turchia blocca le criptovalute

Dopo la notizia dell’indagine del Tesoro USA continua il periodo nero per il mondo crypto: la Turchia ha deciso di proibire dal 30 aprile 2021 l’utilizzo delle criptovalute come mezzo di pagamento per l’acquisto di beni e servizi. Toccato il -20% per Bitcoin nell’ultima settimana.

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La Turchia ha deciso di bannare i pagamenti in criptovaluta per l’acquisto di beni e servizi. Il divieto, comunicato ufficialmente dalla Banca Centrale del Paese, entrerà in vigore dal 30 aprile 2021 e renderà illegali tutte le forme di pagamento crypto e le partnership ad esse legate.

Un’ulteriore batosta per Bitcoin e per l’intero comparto degli asset digitali, già messo a dura prova in settimana dalla notizia che vedrebbe il Dipartimento del Tesoro statunitense intenzionato ad aprire un’indagine su un presunto schema di riciclaggio di denaro a mezzo criptovalute.

La Turchia proibisce i pagamenti in criptovaluta

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La Banca Centrale della Repubblica di Turchia ha ufficialmente annunciato la decisione di mettere al bando l’utilizzo degli asset virtuali per i pagamenti di beni e servizi. Questa scelta sorgerebbe come misura volta a rallentare il processo di svalutazione intrapreso da tempo dalla lira turca.

Il divieto entrerà in vigore dal prossimo 30 aprile e riguarderà qualsiasi soluzione di pagamento a mezzo criptovalute, che diventerà illegale tanto quanto le relative partnership con gli exchange. A tal proposito, la Banca Centrale ha dichiarato che:

“Sarà proibito qualsiasi uso diretto o indiretto di crypto asset in servizi di pagamento ed emissione di moneta elettronica.”

Restano escluse dalla regolamentazione, almeno per il momento, le banche del Paese, le quali continueranno a permettere ai propri clienti i depositi di lira turca sugli exchange crypto tramite bonifici dai propri conti.

Bitcoin: continua la settimana nera

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Una nuova batosta per Bitcoin e sorelle, che già al termine della scorsa settimana hanno dovuto fare i conti con la diffusione della notizia secondo cui il Dipartimento del Tesoro americano starebbe aprendo un’indagine su un presunto schema di riciclaggio a mezzo criptovalute: nel mirino ci sarebbero un numero imprecisato di banche ed istituti finanziari statunitensi.

Dopo aver raggiunto il suo massimo storico nella giornata di mercoledì 14 aprile (oltre 64 mila dollari a token), nel weekend Bitcoin è arrivata a perdere quasi il 20%, toccando una quota minima di 53 mila dollari.


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Nelle ultime ore la criptovaluta è però riuscita a riguadagnare parte del terreno perso, riportandosi su valori intorno ai 58 mila dollari.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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