Bolletta energia elettrica in Italia per le PMI: la più cara d’Europa

31/01/2021

Costo dell’energia elettrica, Italia prima in Europa. A farne le spese soprattutto le PMI, che pagano un costo superiore del 134% rispetto alla media UE. Il conto più caro è per le aziende del Nord, causa principale resta sempre la pressione fiscale.

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La bolletta elettrica italiana è la più costosa in Europa: gli imprenditori italiani pagano l’energia il 31,7% in più rispetto alla media Ue, e cioè sborsano un costo maggiore di 8 miliardi di euro l’anno. Divario ancora più grande per le PMI (+134%).

L’analisi è stata effettuata da Confartigianato, che ha inteso misurare quale fosse il valore dei costi di gestione energetica sul totale dei costi aziendali. La ragione di questa spesa esorbitante tuttavia non risiede nella mancanza di disponibilità, quanto piuttosto nel fisco, che vessa il servizio.

Bolletta energetica: in Italia la più cara d’Europa

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La bolletta energetica italiana è la più cara d’Europa. È ciò che emerge da uno studio effettuato da Confartigianato, che sottolinea:

“A gonfiare la bolletta energetica delle imprese contribuisce la pressione fiscale che incide per il 22,7% sul prezzo finale dell’elettricità. Anche in questo caso l’Italia detiene il record negativo nell’UE.”

E il trend non si ferma, alla ripresa dalle ferie i prezzi del chilowattora alla Borsa elettrica la settimana scorsa sono cresciuti in media dell’11,9%.

Secondo la rilevazione del Gestore dei mercati energetici, la settimana scorsa il prezzo medio di acquisto della corrente è stato pari a 80,43 euro per mille chilowattora, ovvero un valore superiore di 8,57 euro rispetto alla settimana di Ferragosto.

Il prezzo medio di vendita incassato dalle centrali elettriche è variato tra 74,59 euro del Mezzogiorno e 118,61 euro per mille chilowattora della Sicilia.

Bollette energetiche: le differenze tra città e città

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La Confartigianato ha elaborato la classifica delle regioni e delle province in cui gli imprenditori subiscono le differenze di costo più ampie rispetto all’Europa.

Le aziende dell’estremo Nord hanno pagato sino ad oggi il conto più caro, 4,6 miliardi di euro in più rispetto ai loro colleghi dell’UE. Il divario Italia-Europa è di 1.392 milioni di euro per le imprese del Centro e si allarga a 1.932 milioni di euro per le aziende del Mezzogiorno.


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Resta particolarmente penalizzata la Lombardia, con 1.808 milioni di euro di divario di costi rispetto alla media Ue, seguita da Veneto (800 milioni), Emilia Romagna (711milioni) e Piemonte (677 milioni).

Se si guarda alla classifica provinciale restano in primo posto Milano (con 448 milioni di euro in più), seguita da Roma (365 milioni euro), Brescia (356 milioni euro), Torino (276 milioni euro), Bergamo (230 milioni euro).

PMI penalizzate dal costo dell’energia elettrica

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Quelle che pagano il prezzo maggiore rispetto alla media dell’UE sono le PMI. Il costo di gestione energetica è maggiore del 134,1% rispetto alla media degli altri Stati membri.

Secondo Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato:

“Urgono riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settori dell’elettricità e del gas, puntino sull’efficienza energetica e sull’uso di fonti rinnovabili, e consentano di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell’energia che grava soprattutto sulle piccole imprese.”

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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