Bollette, contratto di luce sociale: cos’è e come funziona

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
23/08/2022

Il contratto di luce sociale rientra tra le proposte del programma elettorale presentato dal Partito Democratico per le prossime elezioni. Vediamo insieme di cosa si tratta e come funzionerebbe.

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Il 25 settembre si terranno le elezioni e in questi giorni sono stati resi noti i programmi elettorali dei vari partiti.

Tra i vari programmi presentati, quello del Partito Democratico avanza un’interessante proposta in materia di bollette, vale a dire il cosiddetto “contratto di luce sociale“. Vediamo insieme di cosa si tratta e come potrebbe funzionare.

Contratto di luce sociale: cos’è

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Tra le varie proposte che si possono leggere sul programma elettorale presentato dal Partito Democratico negli scorsi giorni, una in particolare riguarda le bollette. Il partito guidato da Enrico Letta, infatti, propone di introdurre il cosiddetto “contratto di luce sociale“:

Un nuovo contratto “luce sociale” per microimprese e famiglie con redditi medi e bassi con fornitura elettrica prodotta totalmente da fonti rinnovabili e gratuita fino ad un massimo di 1.350 KWh/anno per famiglia (pari al 50% del consumo medio), con prezzi comunque calmierati sulla parte eccedente.

Così si legge sul programma elettorale del PD.

Affinché la proposta si realizzi, oltre al fatto che il partito in questione dovrebbe vincere le elezioni, sarebbe necessario l’intervento dell’Acquirente Unico. La società pubblica sarebbe chiamata ad acquistare energia elettrica da fonti rinnovabili con contratti di durata pluriennale in modo tale da proporre alle famiglie prezzi calmierati e competitivi.

In questo modo, se l’Acquirente Unico stipulasse contratti di acquisto di energia elettrica a lungo termine, secondo il Partito Democratico le famiglie otterrebbero un notevole risparmio. La durata minima dovrebbe essere di dieci anni per ottenere prezzi all’ingrosso più bassi.

Quali sono le altre proposte contro il caro bollette?

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Tra le altre proposte del Partito Democratico che riguardano il caro energia troviamo:

  • controllo dei prezzi dell’energia elettrica, con l’introduzione in via transitoria per 12 mesi di un regime di prezzi amministrati per l’energia elettrica attraverso la fissazione di un tetto nazionale al prezzo dell’elettricità (100 euro/Mwh) per imprese e utenze domestiche;
  • raddoppio del credito d’imposta per compensare per gli extra-costi delle imprese per gas e elettricità a partire dal mese di giugno di quest’anno, da finanziare con la proroga e l’estensione del contributo straordinario sugli extra profitti delle imprese energetiche.
  • un grande piano nazionale di risparmio energetico, incentivando gli investimenti delle imprese in efficienza energetica e ulteriore semplificazione delle procedure per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • pressione a livello UE per l’introduzione di un tetto europeo al prezzo del gas.