Bollette: cosa si può modificare dei contratti energetici?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
23/10/2022

Le Authority in materia di bollette e contratti energetici, hanno annunciato delle novità circa la modifica delle parti dei contratti. In materia interviene anche il decreto Aiuti bis, che vieta le modifiche unilaterali, ossia volute da una sola parte, dei contratti energetici. Approfondiamo insieme la questione nel seguente articolo.

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Molti contratti energetici sono divenuti ormai poco convenienti, da una parte per i cittadini che hanno il contratto variabile e dall’altra per le società che hanno erogato contratti dal prezzo bloccato. Le modifiche contrattuali saranno possibili solo a specifiche condizioni, solo per quanto riguarda quelle unilaterali, ossia volute e richieste da una sola parte.

Vediamo, dunque, cosa i venditori possono modificare unilateralmente e cosa è invece vietato.

Bollette e modifiche contrattuali: cosa prevede il decreto Aiuti bis?

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Approfondiamo cosa prevede il decreto Aiuti bis per quanto riguarda la possibilità di modifiche contrattuali per l’energia. Il test è molto chiaro nello spiegare che:

Fino al 30 aprile 2023 è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte. Sono inefficaci i preavvisi comunicati per le suddette finalità prima della data di entrata in vigore del presente decreto, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate.

Stop alle rinegoziazioni contrattuali

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Viene interrotto anche il sistema delle rinegoziazioni contrattuali, in quanto eccessivamente oneroso per il cliente. Nel caso in cui l’operatore decida di proporre un rinnovo del contratto a prezzi più elevati, questo non potrà più far scattare la risoluzione del contratto per eccessiva onerosità.

Il venditore inoltre non può ritenere di per sé risolto il contratto e chiedere l’attivazione dei servizi di ultima istanza per risoluzione contrattuale: quest’ultima condotta viola la regolazione dell’Arera in materia di attivazione dei servizi di ultima istanza.