Bollette e bonus: intesa tra governo e i partiti

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
30/11/2021

La finestra di dialogo aperta tra Draghi e i partiti sulla Legge di Bilancio ha portato risultati importanti sul fronte bollette e bonus. Gli otto miliardi stanziati per gli sgravi fiscali hanno trovato una destinazione di comune accordo tra partiti e governo: vediamo tutti gli altri punti dell’accordo.

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Ci sono partiti politici che esultano per gli accordi raggiunti ed altri che hanno dovuto incassare il colpo. A gioire in particolare è la Lega, con Matteo Salvini che elogia l’accordo raggiunto sulle cartelle esattoriali, riguardante la riapertura dei termini per il 2018 e il 2019.

Sul tema Superbonus 110% ne esce parzialmente sconfitto il Movimento 5 Stelle, in particolare riguardo al tetto Isee per le villette e l’abbassamento della quota decurtata da 110% a 80%.

Accordo governo-partiti: come Draghi dovrà fare da mediatore

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La maggioranza che compone il governo Draghi risulta essere molto frastagliata e spesso si incorre in punti di vista completamente discordanti su alcune tematiche rilevanti. Ne è un esempio il Superbonus 110% su cui vi è forte scontro politico tra M5S e Lega, con i primi che ne chiedono un rafforzamento e i secondi che mirano semplicemente ad allargarlo.

Come sta riuscendo Draghi a mitigare questa situazione? Il premier ha organizzato incontri separati con ogni partito politico, seguendo la falsa riga delle consultazioni del Presidente della Repubblica, nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì. I primi a salire al colle saranno i M5S, seguiti da Lega, Forza Italia, PD e in seguito i partiti minori.

Accordo governo-partiti: dalle bollette alle pensioni

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I temi più dibattuti riguardano il caro bollette, il Superbonus 110% e la riforma delle pensioni, temi centrali nella nuove Legge di Bilancio. Per quanto riguarda le bollette, si considera prioritaria l’assistenza alle imprese che si sono trovate di fronte a utenze per l’elettricità triplicate. Inoltre parte delle risorse stanziate dovranno rafforzare il Superbonus, programma che ha riscontrato enorme successo nel 2021.

Si riapre poi il capitolo pensioni, con il PD in prima linea: “Serve l’accesso all’Ape sociale per gli edili con 30 anni di contributi anziché 36 e per i precoci-gravosi: oltre alla revisione di alcuni requisiti di accesso per i giovani lavoratori. Vanno inoltre potenziate le misure di accesso al credito attraverso fondo centrale di garanzia, confidi e microfinanza”. Queste le parole di Antonio Misiani, responsabile economico del partito.