Bollette: le società comunicano aumenti fino al 300%

Continua a peggiorare la questione riguardante gli aumenti delle bollette di luce e gas. Stando a quanto dichiarato da alcune società distributrici, gli aumenti dichiarati ai consumatori sono dell’ordine del 300%. Ma è possibile tutelarsi da questi aumenti: facciamo chiarezza insieme!

Gas

Gli aumenti dei prezzi di gas e luce non stanno facendo sconti a nessuno. A pagarne il prezzo più alto sono però le imprese e le famiglie, che si vedono costrette a fronteggiare prezzi altissimi senza il minimo preavviso. A peggiorare la situazione ci sono le società di fornitura che di punto in bianco stanno contattando i clienti, cambiando i piani tariffari e gli abbonamenti.

Come è possibile difendersi da ciò? Facciamo chiarezza insieme!

Aumenti bollette: come tutelarsi?

Gas

Vediamo come è possibile tutelarsi da eventuali comunicazioni delle società di fornitura di gas e luce, circa gli aumenti dei piani tariffari. In primis analizziamo la legalità di quanto posto in essere dalle società, che stanno comunicando ai clienti nuovi piani tariffari e nuovi abbonamenti. Tutto ciò, stando anche a quanto dichiarato da Consumerismo no profit, è assolutamente legale:

Le variazioni ai contratti, aggiunge l’associazione, prevedono un peggioramento delle condizioni economiche offerte ai consumatori.

Per rendere un’idea degli aumenti in essere, ad oggi un kilowattora è offerto a 0,60 euro, mentre in condizioni normali si piazza a 0,22€.

Bollette: come scegliere la tariffa più conveniente?

Luce

Vediamo ora quali sono e come selezionare le tariffe più convenienti per quanto riguarda la fornitura di gas e di luce. La questione in cui ci stiamo imbattendo in questi mesi è però assai particolare: se si analizza il mercato dell’energia, un tempo i contratti offerti erano tutti a tariffa fissa, in quanto i prezzi non erano soliti oscillare.

Oggi invece, coloro che hanno un contratto con tariffa fissa, rischia di vedere un aumento del prezzo delle bollette molto importante. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di effettuare una comunicazione più rapida dei cambiamenti: le imprese di fornitura potrebbero farlo al massimo entro 3 mesi.

 

 

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