Bollette, nuovo bonus 600 euro: cos’è e come funziona

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
24/09/2022

Il Decreto aiuti bis ha introdotto una sorta di bonus per il pagamento delle bollette di acqua, luce e gas. Nello specifico, il provvedimento ha innalzato la soglia dei fringe benefit a 600 euro e pertanto le aziende potranno aiutare i propri dipendenti nel pagamento delle utenze.

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Tra le novità introdotte dal Decreto aiuti bis è previsto una sorta di nuovo bonus per il pagamento delle bollette di acqua, luce e gas dal valore di 600 euro.

L’agevolazione è stata introdotta con l’obiettivo di aiutare le famiglie italiane a contrastare gli effetti del caro energia ma non si tratta di un vero e proprio bonus. Vediamo insieme nel dettaglio.

Bonus 600 euro per le bollette: cos’è

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Il bonus 600 euro è in realtà un fringe benefit, vale a dire quei benefit che fanno parte del welfare aziendale e che le aziende non erogano ai dipendenti sotto forma di denaro ma con beni e servizi.

L’articolo 12 del decreto legge n. 115/2022, cioè il decreto Aiuti bis, ha portato da 258,23 euro a 600 euro la soglia di esenzione per i fringe benefit e tra quest’ultimi il governo ha introdotto la possibilità per le aziende di aiutare i propri dipendenti nel pagamento delle bollette di acqua, luce e gas.

Ciò significa che le aziende  potranno proporre tra i propri benefit anche la possibilità per i dipendenti di pagare o farsi rimborsare le utenze. Secondo La Repubblica, nei calcoli del governo questa misura vale 81,9 milioni di euro.

Per il datore di lavoro si tratta di soldi interamente deducibili, che vanno a ridurre l’imponibile fiscale della società. Per il lavoratore sono somme nette, non soggette a contribuzione (quindi non generano aumenti della pensione) né a prelievo fiscale.

Dal tetto di 600 euro, comunque, rimane fuori un altro benefit che è stato introdotto dal decreto Ucraina-bis: il bonus carburante da 200 euro. Questi 200 euro sono considerati aggiuntivi rispetto ai 600 previsti dal decreto Aiuti bis.