Bollette: quali sono le famiglie più penalizzate?

La grave crisi energetica che sta colpendo l’UE ed il mondo, dovuta principalmente dallo scoppio della guerra in Ucraina, colpirà in maniera più forte le imprese e le famiglie con reddito medio bassi. Quali altre soluzioni può apportare il governo per risolvere la vicenda?

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Anche se basta guardarsi intorno per capire quanto sia grave l’effetto dell’aumento del costo dell’energia e dei carburanti, è arrivata la conferma anche dalla ricerca. Uno studio effettuato dalla collaborazione tra Area Studi Legacoop e Prometeia, riguardo alla ricerca Monitori Fase 3.

I risultati mostrano che a rimetterci maggiormente cono come sempre le famiglie con reddito medio-basso. Tenendo conto anche del rischio inflazionistico, approfondiamo insieme la questione.

Energia: i prezzi saliranno ancora?

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Considerando l’attuale situazione sui mercati dell’energia, è chiaro che vi sia non poca preoccupazione da parte dei governi e dei partiti europei. I prezzi al consumo dell’energia stanno volando: se si considera il terzo trimestre 2020 e il primo trimestre 2022, si nota un aumento vertiginoso di oltre il 130%. Il governo è già intervenuto con oltre 20 miliardi di euro per mitigare gli aumenti.

Il problema è che l‘aumento dei prezzi dell’energia potrebbe causare un effetto domino sui prezzi di qualsiasi altro prodotto e bene alimentare, andando a peggiore la situazione inflazionistica, colpendo sempre di più le famiglie con redditi bassi.

Energia: quali famiglie spendono di più?

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Ad oggi è possibile valutare quali sono le categorie di famiglie che subiranno di più l’impennata dei prezzi dell’energia e dei prezzi al consumo. Tale calcolo va fatto considerando la spesa percentuale per l’energia paragonata al reddito delle famiglie: chiaramente sono le famiglie con i redditi medio bassi ad essere più duramente colpite.

A livello statistico, una famiglia con un redito basso spenderà circa il 4,5% per l’energia, rispetto al 2% delle famiglie a reddito alto. Se si considera che la media è del 2%, è chiaro quanto sia elevato il disagio delle famiglie con reddito basso.

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