Bonus acqua potabile 2022, fondi insufficienti: più basso il credito d’imposta

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
23/04/2022

Bonus acqua potabile: si riduce la percentuale del credito d’imposta ottenibile per le spese effettuate per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio o di mineralizzazione dell’acqua. Troppe le domande rispetto ai fondi stanziati (5 milioni di euro). Vediamo quali sono le ultime novità a riguardo.

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Bonus acqua potabile: l’importo relativo al credito d’imposta scende al 30,37% di quello inizialmente richiesto dal contribuente, che doveva essere pari al 50% delle spese sostenute.

Non sono risultati sufficienti, infatti, i 5 milioni di euro stanziati per il finanziamento del bonus.

Vediamo cosa cambia e come utilizzare l’agevolazione.

Bonus acqua potabile: cala il credito d’imposta

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È ufficiale la riduzione della percentuale del credito d’imposta legato al bonus acqua potabile, che dall’iniziale 50% scende al 30% delle spese sostenute: nello specifico, l’importo da indicare nel Modello 730/2022, o da utilizzare in compensazione mediante modello F24, sarà pari al 30,3745% del credito indicato nella comunicazione trasmessa all’Agenzia delle Entrate entro lo scorso 28 febbraio.

L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha reso noto come a fronte dei 5 milioni di euro stanziati per il bonus acqua potabile relativo agli interventi realizzati nel 2021 siano stati richiesti un totale di 16.461.141 milioni di crediti d’imposta.

Bonus acqua potabile: di cosa si tratta

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La Legge di Bilancio 2022, ricordiamo, ha disposto la proroga al 2023 del bonus acqua potabile, l’incentivo che prevede un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua, oltre che per gli strumenti di addizione di anidride carbonica alimentare.

Gli importi erogati del bonus acqua potabile 2022 sono differenti a seconda dei soggetti beneficiari:

  • 500 euro per i privati;
  • 2.500 euro per esercenti di attività di impresa, arti e professioni e per gli enti non commerciali (compresi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti).

La misura, come emerge dalle novità appena descritte, viene ora ridimensionata, con il credito d’imposta che passa dal 50 a poco più del 30% delle spese sostenute.