Bonus 150 euro 2022: chi lo riceve il 2 novembre?

A novembre partiranno i pagamenti del bonus 150 euro e tra coloro che lo riceveranno nei prossimi mesi rientrano anche i percettori di pensioni e trattamenti assistenziali, che saranno i primi a riceverlo.

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Il bonus 150 euro è il contributo una tantum introdotto dal Decreto Aiuti ter i cui prima pagamenti saranno avviati dal prossimo mese.

I primi a ricevere l’accredito dell’indennità saranno pensionati e titolari di trattamenti assistenziali come assegno e pensione sociale oltre che pensioni d’invalidità civile.

Essendo il primo giorno bancabile del mese il 2 novembre, il pagamento del bonus avverrà in questa data.

Bonus 150 euro: chi lo riceve il 2 novembre

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Tra i beneficiari del bonus 150 euro rientrano anche i percettori di pensione, ma anche assegno sociale o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti. E lo stesso vale per chi è titolare di trattamenti di accompagnamento alla pensione, come l’Ape sociale.

La regola prevede che le pensioni vengano pagate il primo giorno bancabile del mese, ossia qualsiasi giorno non festivo compreso tra il lunedì e il sabato per chi ha l’accredito in posta, dal lunedì al venerdì per chi ha l’accredito in banca.

Tuttavia, essendo il primo novembre un festivo, le pensioni, l’assegno sociale e i trattamenti per invalidi civili del prossimo mese saranno pagati con un giorno di ritardo, mercoledì 2 novembre.

Bonus 150 euro: requisiti e beneficiari

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Se pensionati, per poter accedere al bonus 150 euro, è necessario essere residenti in Italia ed essere titolari di uno o più tra questi trattamenti:

  • pensioni a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria;
  • pensione o assegno sociale;
  • pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti;
  • misure di accompagnamento alla pensione.

I suddetti trattamenti devono avere decorrenza entro l’1 ottobre 2022.

Tra i requisiti è richiesto anche l’aver percepito un reddito personale assoggettabile ad Irpef non superiore a 20.000 euro nel periodo d’imposta 2022. Dunque, vengono presi in considerazione anche eventuali redditi percepiti dal pensionato oltre al reddito di pensione, con l’esclusione però di: trattamenti di fine rapporto, comunque denominati; reddito della casa di abitazione; competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

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