Bonus 150 euro 2022: spetta anche alle Partite IVA?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
19/09/2022

Il bonus 150 euro introdotto dal Decreto aiuti ter spetterà anche alle Partite IVA che rispettano il requisito reddituale richiesto. La misura si aggiunge al bonus 200 euro, che gli autonomi ancora attendono.

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Il Decreto aiuti ter prevede l’introduzione del bonus 150 euro che spetterà ai lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi e che sostituisce la precedente decisione di ampliare la platea di beneficiari per il bonus sociale tramite l’innalzamento della soglia ISEE.

Nel provvedimento è stata inserita un’ulteriore novità, secondo cui l’agevolazione spetterà anche alle partite IVA con redditi fino ai 20 mila euro. La misura si andrà ad aggiungere al bonus 200 euro, che gli autonomi stanno ancora attendendo.

Bonus 150 euro 2022: cos’è

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Il nuovo bonus 150 euro arriverà nelle buste paga di novembre tramite i datori di lavoro previa presentazione dell‘autodichiarazione. Il bonus spetta a dipendenti, pensionati e lavoratori autonomi che presentano un reddito inferiore ai 20 mila euro lordi nel 2021.

Il bonus spetta anche alle Partite IVA, che stanno ancora attendendo il pagamento del bonus 200 euro. Lavoratrici e lavoratori autonomi, professionisti e professioniste, dunque, avranno diritto a un bonus pari a 350 euro.

Le risorse messe in campo ammontano a 412,5 milioni di euro per l’anno 2022 e si aggiungo ai 600 milioni già stanziati.

A chi spetta

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Secondo quanto si legge nella bozza del Decreto aiuti ter, l’indennità sarà riconosciuta ai:

  • lavoratori interessati da eventi con copertura di contribuzione figurativa integrale dell’Inps;
  • pensionati insieme ad altre categorie di soggetti con decorrenza entro il primo ottobre;
  • lavoratori domestici;
  • chi percepisce indennità di disoccupazione agricola, co.co.co., dottorandi e assegnisti;
  • lavoratori del settore dello sport, agli stagionali a chi ha un contratto a tempo determinato o intermittente, a quelli dello spettacolo;
  • percettori del reddito di cittadinanza;
  • lavoratori autonomi;
  • titolari di assegno sociale o di pensione o di invalidità civile e di trattamenti di accompagno alla pensione.

Sono esclusi i trattamenti di fine rapporto, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.