Bonus 150 euro: Docenti e ATA di ruolo, arriverà in automatico

Il bonus una tantum di 150 euro, introdotto con il decreto D.L. Aiuti-ter, è funzionante e pronto ad essere elargito agli italiani.  Questo sarà somministrato in via automatica a lavoratori dipendenti senza la necessità di presentare alcuna domanda. Vediamo insieme quali sono i criteri secondo i quali questa indennità verrà erogata.

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A differenza del bonus 200 euro, introdotto con la prima forma di decreto Aiuti del governo Draghi, per il bonus 150 il tetto del reddito si abbassa da 35mila a 20mila euro. Il bonus inizierà ad essere erogato già a partire dal mese di Novembre.

Bonus 150 euro, rientrano anche i precari?

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L’Inps erogherà il bonus di 150 euro anche ai lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che, nel 2021, abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giorni, dunque potrebbero rientrare anche i precari, quelli della scuola inclusi, così come già è stato per il bonus 200 euro. Il bonus spetterebbe anche ai percettori di NASpI o DIS-COLL che siano titolari di questi trattamenti a novembre. L’INPS, a domanda, erogherà l’indennità una tantum anche ai dottorandi e agli assegnisti di ricerca i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del Decreto Legge 50/22, ovvero 18 maggio 2022.

Bonus 150 euro per i lavoratori dipendenti e pensionati

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Per i lavoratori dipendenti, compresi quelli in ambito scolastico, con retribuzione lorda fino a 1.538 euro, l’indennità arriverà in automatico nella busta paga di novembre. Questo bonus spetta una sola volta e non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali. Per l’erogazione di tale somma i lavoratori dipendenti, sia del pubblico che del privato, non devono presentare alcuna domanda.

Anche per i pensionati la somma viene corrisposta automaticamente dall’INPS a novembre. Per averla bisogna essere residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, e di reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi, non superiore per il 2021 a 20.000 euro.