Bonus 200 e 150 euro: chi ne ha diritto?

Bonus una tantum, da 150 e 200 euro. Ne abbiamo sentito parlare molto per tutto l’anno precedente, ed in molti lo hanno ricevuto, ma tanti altri no. A breve entrambi saranno disponibili per chi rientra nei requisiti.

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Con i vari decreti aiuti introdotti nei periodi passati abbiamo avuto l’introduzione anche dei bonus 200 e 150 euro. Alcune delle richieste arrivate all’Inps, per quanto riguarda i bonus una tantum, erano state inizialmente respinte.

Adesso, valutando quanto effettivamente previsto dalla normativa, c’è stato un allargamento della platea dei beneficiari inclusi anche: i collaboratori, i dottorandi di ricerca e gli assegnisti che non sono formalmente iscritti alla Gestione separata.

A darne la notizia è stata l’Inps facendo chiarezza anche su cosa bisogna fare. Vediamo insieme come agire in caso di passata richiesta respinta.

Bonus 150 e 200 euro: le novità

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Guardando indietro diversi collaboratori, dottorandi e assegnisti di ricerca si sono visti respingere la domanda per il bonus 200 in quanto non iscritti alla Gestione Separata.

Tuttavia, l’Inps ci ha ripensato, spiegando che basterà avere una contribuzione riconosciuta per il proprio incarico, o collaborazione, e soddisfare gli altri requisiti previsti, per ricevere i bonus da 200 e 150 euro.

Il problema era che nonostante per molti delle categorie sopracitate, ci fossero negli archivi della Gestione separata i dati forniti dai committenti relativi al periodo di attività svolta, questi non hanno mai formalizzato l’iscrizione al fondo seppur prevista dalla legge.

Bonus 200 e 150 euro: come fare rischiesta

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L’Inps ha poi deciso di tornare sui propri passi riconoscendo il diritto al bonus anche agli esclusi. Quindi, a ricevere i 200 e 150 euro saranno coloro che soddisfano tutte le seguenti condizioni:

  • hanno presentato domanda del bonus in qualità di collaboratori, assegnisti di ricerca e dottorandi;
  • la richiesta è stata respinta con la sola motivazione dell’assenza del requisito d’iscrizione alla Gestione separata;
  • presente contribuzione connessa all’attività svolta dagli interessati in qualità di collaboratori, assegnisti e dottorandi;
  • non risultano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Questi non dovranno far nulla per avere diritto al bonus in quanto tutte le domande respinte verranno riesaminate d’ufficio e accolte laddove risultino in possesso tutti i suddetti requisiti. I soldi saranno poi accreditati in automatico.

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