Bonus 200 e 150 euro: quando vanno restituiti al datore di lavoro?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
07/12/2022

Esistono dei casi in cui il datore di lavoro può chiedere la restituzione dei bonus 200 e 150 euro, trattenendo l’importo richiesto dalle successive buste paga. Vediamo insieme quando ciò può accadere.

money-1-min

Per i lavoratori dipendenti che rispettano i requisiti richiesti per accedere ai bonus 200 e 150 euro, l’importo spettante viene anticipato dal datore di lavoro in busta paga, mentre per altri beneficiari il bonus viene erogato dall’Inps.

Nel caso dei dipendenti, esistono alcune situazioni per cui il datore di lavoro può pretendere la restituzione dei bonus, decurtando l’importo dalle buste paga successive. Vediamo insieme quando ciò può verificarsi.

Bonus 200 e 150 euro: quando il datore di lavoro può richiederli indietro

money-2

Il datore di lavoro può trattenere l’importo erogato per il bonus 200 e 150 euro qualora il lavoratore dipendente l’abbia percepito indebitamente.

Secondo quanto previsto dalla circolare n.73/2022 dell’Inps, anche in caso di più rapporti di lavoro in essere, il bonus può essere erogato soltanto da un datore di lavoro. Quest’ultimi si occupano di anticipare l’indennità per quei dipendenti in possesso dei requisiti richiesti per accedere ai due contributi.

Come spiegato anche da Money.it, l’erogazione dell’indennità genera un credito in favore del datore di lavoro che potrà essere compensato in sede di denuncia contributiva mensile. Perciò nel momento in cui per il medesimo lavoratore dipendente dovesse risultare che le indennità in oggetto sono state compensate su UniEmens da più datori di lavoro, allora l’Istituto comunicherà ai diretti interessati la “quota parte dell’indebita compensazione effettuata”, la quale dovrà essere restituita all’Inps.

Per recuperare le somme anticipate, il datore di lavoro può trattenere dalla busta paga l’importo indebitamente percepito. La restituzione avviene in parti uguali tra i vari datori di lavoro da cui è stato erogato il bonus: ad esempio, quando percepiti 200 euro da due datori di lavoro, verranno trattenuti 100 euro ciascuno dalle prime buste paga utili.

Stessa procedura quando il bonus 200 euro è stato percepito in busta paga e per altro titolo, ad esempio perché richiesto in qualità di lavoratore autonomo (per chi ha una seconda attività). Anche in questo caso l’Inps ne chiederà la restituzione al datore di lavoro, il quale poi si rifarà direttamente sul dipendente.