Bonus 200 euro 2022, badanti e colf: cosa prevede il servizio del patronato Acli?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/06/2022

Il decreto energia e aiuti ha introdotto il bonus 200 euro, il quale verrà erogato a luglio. La misura si rivolge principalmente a lavoratori, pensionati e disoccupati, ma una modifica di quest’ultimo ha esteso la misura anche alla categoria dei collaboratori domestici. Vediamo insieme come funziona per questa categoria.

money-1005464_1920Un modifica al decreto energia e aiuti ha ampliato la platea dei beneficiari del bonus 200 euro, la quale è stata estesa anche ai collaboratori domesticicolf badanti.

Per questa categoria, tuttavia, è prevista una diversa modalità di erogazione, rispetto agli altri beneficiari della misura, quali lavoratori, dipendi e autonomi, pensionati e percettori del reddito di cittadinanza.

Bonus 200 euro 2022: servizio Patronato Acli

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Il Presidente nazionale del Patronato Acli, Paolo Ricotti, ha spiegato che per assistere le migliaia di lavoratori domestici regolarmente impiegati in Italia:

è stato avviata una modalità di servizio temporanea, multicanale, dedicata alle lavoratrici e lavoratori domestici che si affianca all’attività che svolgiamo tutti i giorni.

Sono oltre 920 mila i collaboratori domestici regolari che potranno incassare il bonus 200 euro a partire da luglio.

La misura sarà erogata presentando la domanda in via telematica all’Inps, alle lavoratrici e ai lavoratori domestici a condizione di avere uno o più contratti di lavoro in corso alla data del 18 maggio 2022.

Inoltre, il servizio multicanale del patronato Acli consente ai lavoratori interessati di utilizzare la modalità di servizio online e gratuito tramite il sito dedicato bonuscolfbadanti2022.info.

Bonus 200 euro 2022, collaboratori domestici:

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Con la modifica del CdM al decreto energia e aiuti è stata ampliata la platea dei beneficiari del bonus 200 euro ai collaboratori domesticicolf e badanti.

Questa categoria di lavoratori era stata inizialmente esclusa poiché il rapporto di lavoro domestico è una forma particolare di rapporto di lavoro subordinato, secondo cui il lavoratore presta la propria opera presso l’abitazione del datore di lavoro. La particolarità sta nel fatto che il datore di lavoro domestico non si pone come sostituto d’imposta e pertanto i collaboratori domestici devono procedere autonomamente al versamento delle imposte tramite la dichiarazione dei redditi.