Bonus 200 euro 2022: chi deve restituirlo

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
29/06/2022

A luglio partiranno i primi pagamenti del bonus 200 euro 2022, ma l’Inps ha già fatto sapere chi dovrà prestare particolare attenzione; infatti, alcuni dei percettori dovranno restituirlo. Vediamo insieme chi e come.

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Il Decreto Aiuti ed Energia ha introdotto il bonus 200 euro, un contributo dal valore di 200 euro che verrà erogato una tantum a lavoratori, pensionati, disoccupati e percettori del Reddito di cittadinanza che presentano un ISEE inferiore a 35 mila euro.

A restituire il bonus 200 euro dovranno essere i percettori che lo hanno ricevuto indebitamente. A rivelare i casi di restituzione sarà l’Inps, che successivamente al pagamento effettuerà i dovuti controlli e procederà al recupero dell’indebito per coloro che non ne soddisfano i requisiti. Per quanto riguarda le modalità di recupero del bonus percepito indebitamente, queste si distinguono in base alle categorie di beneficiari cui si appartiene.

Bonus 200 euro 2022: recupero Inps

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Secondo l’art. 32 del decreto n. 50 del 17 maggio 2022, l’Inps si occuperà dell’erogazione del bonus 200 euro per i pensionati e per i titolari di trattamenti assistenziali. Il comma 5 del medesimo articolo stabilisce anche come procedere in caso di restituzione del contributo:

L’Ente erogatore procede alla verifica della situazione reddituale e, in caso di somme corrisposte in eccedenza, provvede alla notifica dell’indebito entro l’anno successivo a quello di acquisizione delle informazioni reddituali.

Dunque, il consolidamento del diritto al bonus avviene solamente all’esito dell’acquisizione delle informazioni reddituali e delle conseguenti attività di elaborazione finalizzate alle relative verifiche.

Come spiegato dall’Inps nella circolare 73/2022, l’eventuale erogazione di somme in eccedenza:

può riguardare non soltanto il caso in cui, dopo la prevista verifica, il soggetto risulti avere percepito nel 2021 un reddito superiore a 35.000 euro, ma anche l’ipotesi in cui il trattamento pensionistico che ha dato titolo al riconoscimento dell’indennità una tantum sia revocato o, comunque, tutte le circostanze in cui si accerti successivamente la non sussistenza del diritto a prescindere dal requisito reddituale.

Ne risulta che, una volta verificato il mancato soddisfacimento dei requisiti per avere diritto al bonus 200 euro, l’Inps procede al recupero diretto dell’indebito, secondo criteri e modalità descritti dalla circolare n. 47/2018.

Restituzione del bonus 200 euro pagato dal datore di lavoro

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Le verifiche dell’Inps riguarderanno anche il bonus anticipato dal datore di lavoro in busta paga. Nel caso in cui ci si renda conta che il lavoratore riceva la misura indebitamente, come per esempio nel caso in cui lo riceva da più datori di lavoro, l’Inps procederà a darne tempestiva comunicazione a ciascun datore di lavoro la quota parte dell’indebita compensazione effettuata, così che questo possa rifarsi direttamente sul dipendente recuperando i soldi dalla busta paga. In tal caso il recupero del bonus 200 euro pagato da più datori di lavoro viene effettuato in parti uguali.

Per questo motivo viene chiesto ai lavoratori dipendenti di consegnare un’autocertificazione al datore di lavoro, in modo da dimostrare di non ricevere il bonus sotto altre forme.