Bonus 200 euro 2022: cosa fare se non viene pagato dal datore di lavoro?

Cosa succede se il datore di lavoro non procede al pagamento del bonus 200 euro in busta paga? Vediamo insieme come deve comportarsi il lavoratore dipendente in tal caso.

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Per i lavoratori dipendenti il bonus 200 euro verrà direttamente erogato in busta paga dal datore di lavoro, previa presentazione del modulo di autocertificazione, tramite cui si attesta di non essere titolari della misura sotto altre forme.

Ma cosa succede nel caso in cui il datore di lavoro non provveda al pagamento del bonus, nonostante si rispettino i requisiti? Cosa può fare il lavoratore? Vediamo insieme.

Bonus 200 euro 2022: cosa fare in caso di mancato pagamento

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Nel caso in cui il datore di lavoro non proceda al pagamento del bonus 200 euro, l’unica cosa che il lavoratore dipendente può fare è rivolgersi ai sindacati o all’ispettorato territoriale del lavoro, nelle medesime procedure previste in caso di stipendio non pagato.

Se necessario, è possibile anche fare causa al datore di lavoro facendosi assistere da un avvocato.

Bonus 200 euro e autocertificazione

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Per poter ricevere il bonus 200 euro, il lavoratore dipendente deve necessariamente presentare il modello di autocertificazione, tramite cui attesta di non ricevere il contributo sotto altre forme.

Nello specifico, l’autodichiarazione è necessaria per indicare che il dipendente non è:

  • titolare di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022;
  • componente di nucleo familiare beneficiario di Reddito di cittadinanza (Rdc) di cui al decreto-legge n. 4/2019.

Il modulo in fac-simile dell’INPS attesta inoltre:

  • che la dichiarazione è resa al solo datore di lavoro che provvederà al pagamento dell’indennità;
  • che le dichiarazioni rese e i documenti allegati rispondono a verità;
  • di essere consapevole che l’indennità una tantum di 200 euro spetta ai lavoratori dipendenti destinatari dell’esonero di cui alla legge n. 234/2021 (esonero di 0,8 punti percentuali sulla quota a carico del lavoratore);
  • di essere consapevole che, in caso di dichiarazioni non rispondenti a verità, oltre a incorrere nelle sanzioni stabilite dalla legge, l’indennità non spettante sarà recuperata.

Attraverso il modulo, tuttavia, non sarà necessario invece certificare di essere tra i lavoratori beneficiari dell’esonero contributivo dello 0,8 per cento.

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