Bonus 200 euro 2022 per Partita IVA: quando presentare domanda all’INPS?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
22/08/2022

Le partite IVA che possiedono i requisiti per beneficiare del bonus 200 euro dovranno presentare domanda all’INPS in alcuni casi, mentre altri alla propria cassa di appartenenza. Vediamo insieme quando fare richiesta presso l’uno e l’altro.

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Il bonus 200 euro è stato introdotto dal decreto aiuti, approvato a maggio dal Consiglio dei Ministri. Il contributo riguarda coloro che rientrano nelle categorie beneficiare con un reddito al di sotto dei 35 mila euro una tantum.

Il bonus 200 euro riguarda anche gli autonomi e possessori di Partita IVA, per i quali, però, non sono state ancora specificate le modalità di erogazione del bonus, se non che debba essere presentata domanda all’INPS.

Bonus 200 euro 2022: chi deve fare domanda all’INPS

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Coloro che possiedono una partita IVA e possono beneficiare del bonus 200 euro, dovranno presentare apposita domanda tramite cui autocertificano il possesso dei requisiti richiesti.

La domanda dovrà essere presentata all’INPS per coloro che sono iscritti alla forma previdenziale INPS, quali artigiani, commercianti, coltivatori diretti ed iscritti alla gestione separata.

La richiesta, invece, dovrà essere fatta alla propria cassa di appartenenza per i professionisti con cassa (quindi, commercialisti, avvocati, ecc.).

Nel caso iscrizione a più casse previdenziali, la richiesta andrà fatta presso una sola delle due.

Bonus 200 euro 2022: quali sono i requisiti per le Partite IVA

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Per lavoratori autonomi e professionisti, i requisiti per accedere al bonus 200 euro sono i seguenti:

  • essere iscritti a una Cassa di previdenza alla data del 17 maggio 2022;
  • avere partita iva attiva e lavoro avviato entro il 17 maggio 2022;
  • nell’anno d’imposta 2021 devono aver percepito redditi fino a 35.000 euro (dai quali si escludono Tfr, reddito per abitazione e competenze arretrate);
  • devono aver effettuato almeno un versamento (anche parziale) per la contribuzione dovuta alla cassa che eroga il bonus, con competenza a decorrere dal 2020.

Le domande vanno inviate all’Inps o alla Cassa privata di appartenenza secondo le modalità stabilite dal decreto.