Bonus 200 euro 2022 professionisti e autonomi: come fare domanda

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
19/09/2022

Da domani, 20 settembre, sarà possibile richiedere il bonus 200 euro per professionisti e autonomi. Vediamo insieme come fare domanda e chi deve rivolgersi all’Inps e chi invece alle Casse privatizzate.

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A partire da domani, 20 settembre 2022, i lavoratori autonomi e professionisti potranno presentare domanda per il bonus 200 euro. Le richieste dovranno essere inoltrate a Inps e Casse privatizzate. Quest’ultimi hanno già reso noto, in collaborazione con Adepp, che domani inizierà l’accettazione delle domande, mentre non è ancora ufficializzata invece la data di partenza per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps, che potrebbe essere comunque unificata al 20 settembre.

Bonus 200 euro 2022: come fare domanda

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Per poter usufruire del bonus 200 euro, i professionisti e gli autonomi dovranno presentare domanda alla Cassa di iscrizione o all’Inps. I moduli si troveranno sui siti, nell’area riservata agli iscritti ma di fatto si tratterà di un’autocertificazione dei requisiti. E infatti, sotto la propria responsabilità, spetterà al soggetto dichiarare di rispettare determinati parametri, pena la mancata erogazione del bonus.

La domanda dovrà essere presentata all’INPS per coloro che sono iscritti alla forma previdenziale INPS, quali artigiani, commercianti, coltivatori diretti ed iscritti alla gestione separata.

La richiesta, invece, dovrà essere fatta alla propria cassa di appartenenza per i professionisti con cassa (quindi, commercialisti, avvocati, ecc.).

Nel caso iscrizione a più casse previdenziali, la richiesta andrà fatta presso una sola delle due.

I requisiti

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A poter usufruire del bonus 200 euro per Partite Iva sono:

  • i lavoratori autonomi;
  • i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps;
  • i professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 509 del 1994 e 103 del 1996.

Per poter accedere al beneficio è necessario che nel 2021 si sia percepito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro. I destinatari del contributo una tantum devono essere già iscritti alle gestioni previdenziali alla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti (18 maggio), con partita IVA e attività lavorativa avviata e devono aver eseguito almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020.