Bonus 200 euro, si avvicina la scadenza: come e quando fare domanda

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
07/09/2022

Bonus 200 euro: si avvicina la scadenza del 31 ottobre per presentare l’apposita domanda per ricevere l’indennità da parte dello Stato. Vediamo nel seguente articolo chi è obbligato a presentare l’istanza e qual’è l’apposita procedura da seguire.

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I soggetti interessati a percepire il bonus 200 euro devono presentare l’apposita domanda seguendo la procedura sul sito dell’INPS attiva fino al 31 ottobre 2022.

Vediamo nel dettaglio come funziona e chi è tenuto a presentare la richiesta.

Bonus 200 euro: come fare domanda

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La domanda per il bonus 200 euro deve essere necessariamente presentata entro il 31 ottobre 2022 accedendo alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” nel sito web dell’INPS, seguendo il percorso “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”.

Una volta autenticati, è necessario selezionare la categoria di appartenenza per la quale si intende presentare domanda. Con le stesse modalità, è possibile accedere alle ricevute e ai documenti prodotti dal sistema, monitorare lo stato di lavorazione della domanda da parte dell’INPS e aggiornare le informazioni relative alle modalità di pagamento dove necessario.

In alternativa al canale web, si può presentare anche domanda tramite il servizio di Contact Center dell’INPS, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa, oppure al numero 06 164164 da rete mobile.

È possibile presentare domanda anche attraverso gli istituti di patronato, utilizzando i servizi offerti dagli stessi.

Bonus 200 euro: chi deve fare domanda?

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Di seguito tutti i soggetti che devono presentare l’apposita domanda se vogliono ricevere il bonus 200 euro:

  • collaboratori coordinati e continuativi, con contratto attivo al 18 maggio e reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per il 2021;
  • lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, che nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate e purché abbiano reddito, derivante dai suddetti rapporti, non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021. Nella platea sono ricompresi anche i lavoratori a tempo determinato del settore agricolo;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS), che nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati e purché abbiano un reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021;
  • lavoratori autonomi, senza partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali. Per questi contratti deve risultare, per il 2021, l’accredito di almeno un contributo mensile e i lavoratori devono essere già iscritti, alla data di entrata in vigore del decreto, alla Gestione separata;
  • incaricati alle vendite a domicilio, con reddito nell’anno 2021, derivante dalle stesse attività, superiore a 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva, iscritti alla data di entrata in vigore del decreto.