Bonus 200 euro: vale anche per colf e badanti?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
09/05/2022

Il nuovo bonus da 200 euro potrebbe contribuire ad eliminare il lavoro a nero in molti ambiti, tra cui quello delle colf e delle badanti. Coloro infatti che sono in regola, potranno fare domanda per ottenere il bonus inserito da Draghi da 200 euro. Vediamo i dettagli della vicenda.

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Il decreto del 5 Maggio 2022 sta facendo molto discutere, in particolare per quanto riguarda i destinatari del nuovo bonus da 200 euro. In primis è stato oggetto di lotta politica la possibilità di ottenerlo per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza: ora si parla della questione colf e badanti, detti anche collaboratori domestici.

Il bonus infatti è orientato per coloro che sono in regola con i contratti: vediamo le novità.

Bonus 200 euro: vale anche per colf e badanti?

Soldi

Come detto, il nuovo bonus da 200 euro sta facendo discutere sui beneficiari che potranno presentare domanda. In primis però ricordiamo qual è l’obiettivo del bonus: aiutare gli italiani a contrastare l’inflazione dell’ultimo trimestre. Tale aiuto però è destinato ai lavoratori in regola e ai pensionati: dunque si evince che un altro obiettivo è quello di fare emergere il lavoro a nero.

A tal proposito esulta Nuova collaborazione: “il bonus una tantum di 200 euro, rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l’emersione del lavoro nero, a tutela dei lavoratori e dei datori di lavoro stessi: senza regolare contratto non si accede al bonus“.

Bonus 200 euro: come funziona?

Lavoro

Il bonus dunque potrà essere richiesto anche dai collaboratori domestici, dopo che nella prima bozza erano stati esclusi. Vediamo ora come funziona il bonus. Si tratta di un bonus da 200 euro una tantum che verrà erogato direttamente a lavoratori in regola e pensionati. Dalla bozza si nota che il bonus sarà erogato nella busta paga di Luglio 2022.

Le risorse per finanziare il bonus derivano dalla tassazione sugli extra-profitti delle grandi aziende energetiche, che è stato spostato dal 10% al 25%.