Bonus 3.000 euro 2022: è cumulabile con il bonus carburante?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/11/2022

Il bonus da 3.000 euro è cumulabile con il bonus carburante? Vediamo insieme cosa ha detto a tal proposito l’Agenzia delle Entrate con la circolare del 4 novembre.

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Il Decreto Aiuti quater ha innalzato la soglia dei fringe benefit da 600 a 3.000 euro. Attualmente i fringe benefits possono essere utilizzati per il pagamento delle utenze domestiche ma anche per il carburante.

Per questo motivo, in molti si chiedono se il bonus carburante sia cumulabile o meno con il nuovo bonus da 3.000 euro. Vediamo insieme cosa ha detto a tal proposito l‘Agenzia delle Entrate.

Bonus 3.000 euro: il bonus carburante rientra nel limite?

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Con la circolare n. 35/E del 4 novembre 2022, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il bonus benzina non rientra nel limite dei 600 euro inizialmente previsto per i fringe benefits ed è compatibile e cumulabile con il bonus bollette. Ciò significa che in totale i lavoratori dipendenti possono quindi ottenere fino a 800 euro esentasse:

In altri termini, anche nell’ambito dei premi di risultato, qualora il valore dei beni ceduti (ivi inclusi quelli relativi al bonus carburante), dei servizi prestati e delle somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, sia di importo superiore ai rispettivi (e distinti) limiti fissati dalle due norme in commento (euro 600 per il regime temporaneo dell’articolo 51,comma 3, del TUIR e/o euro 200 per il bonus carburante), ciascun valore, per l’intero, sarà soggetto a tassazione ordinaria.

Dato l’innalzamento della soglia prevista dal decreto Aiuti quater, il medesimo chiarimento dovrebbe valere anche per il bonus 3.000 euro.

Bonus 3.000 euro: di cosa si tratta

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Con fringe benefit si fa riferimento a quei benefit che fanno parte del welfare aziendale e che le aziende non erogano ai dipendenti sotto forma di denaro ma con beni e servizi. Si tratta di una sorta di bonus che non viene tassato né per le aziende, che lo deducono dal proprio reddito imponibile, né per i dipendenti. A erogarlo possono essere solamente le aziende del settore privato.

Il governo Draghi aveva già alzato la soglia di questi “bonus” da 258,23 euro all’anno a 600, con il decreto Aiuti bis, aggiungendo anche il pagamento delle utenze domestiche (acqua, gas e luce) alle finalità per cui si poteva erogare il fringe benefit. In questo modo, per la prima volta i dipendenti potevano ricevere fino a 600 in un anno per pagare le bollette.

Con il decreto Aiuti quater, la soglia è stata innalzata a 3 mila euro fino alla fine dell’anno.