Bonus accumuli 2022: cos’è e come funziona

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
09/08/2022

Il bonus accumuli è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2022 e consiste in un credito d’imposta di cui possono beneficiare coloro che installano sistemi di accumulo su impianti alimentati da fonti rinnovabili già funzionanti e incentivanti. Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Il DM del 6 maggio 2022, in attuazione di quanto previsto dalla legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge Bilancio 2022), ha ufficialmente introdotto il bonus accumuli.

Si tratta di un credito d’imposta per l’installazione di sistemi di accumulo su impianti alimentati da fonti rinnovabili già funzionanti e incentivanti. Per finanziare la misura sono stati stanziati 3 milioni di euro, ma non è stato ancora resa nota la percentuale del credito d’imposta.

Vediamo insieme come funziona il bonus.

Bonus accumuli 2022: cos’è

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Il bonus accumuli 2022 equivale a un credito d’imposta riconosciuto alle persone fisiche che, dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, installano sistemi di accumulo integrati a impianti di produzione dell’elettricità alimentati da pannelli fotovoltaici o da altre fonti rinnovabili.

Tra le spese sono comprese anche quelle sostenute per gli impianti già esistenti e che accedono al meccanismo dello scambio sul posto. Sono esclusi dal bonus gli impianti incentivati con il Conto Energia, che è regolato da norme diverse dal DL 91/2014.

Credito d’imposta: a quanto ammonta

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Entro il 16 settembre 2022, l’Agenzia delle Entrate dovrà stabilire le scadenze per la presentazione delle istanze e le percentuali agevolabili delle spese sostenute.

Una volta esaminate tutte le domande, l’Agenzia delle Entrate determinerà la percentuale della spesa riconosciuta come credito d’imposta, sulla base del rapporto tra l’ammontare complessivo stanziato nella Legge di Bilancio e la somma di tutte le spese agevolabili indicate nelle domande.

I beneficiari potranno utilizzare il credito riconosciuto in compensazione delle imposte dovute, indicandolo nella dichiarazione dei redditi. Nel caso i cui, per problemi di capienza fiscale, il beneficiario non riesca ad utilizzare tutto il credito di imposta in compensazione, potrà usare la parte restante nei periodi di imposta successivi.