Bonus acqua potabile 2022: cos’è e come ottenerlo

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
08/01/2022

La Legge di Bilancio 2022 ha disposto la proroga fino al 31 dicembre 2023 del bonus acqua potabile, l’incentivo rivolto ai cittadini che acquistano dispositivi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua. Vediamo nel dettaglio come funziona il contributo e quando si può richiedere.

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Nella Legge di Bilancio approvata di recente c’è anche il bonus acqua potabile, un incentivo introdotto nel 2021 nell’ottica di razionalizzare l’uso dell’acqua e diminuire l’inquinamento dovuto alle bottiglie di plastica per l’uso potabile.

Il bonus, prorogato fino al 31 dicembre 2023, è pari al 50% delle spese sostenute per un valore massimo di 500 euro per i privati e di 2.500 euro per gli esercenti e può essere richiesto per l’acquisto di dispositivi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua: vediamo tutti i dettagli della misura.

Bonus acqua potabile 2022: di cosa si tratta

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La Legge di Bilancio 2022 ha disposto la proroga al 2023 del bonus acqua potabile, l’incentivo che prevede un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua, oltre che per gli strumenti di addizione di anidride carbonica alimentare.

Gli importi erogati del bonus acqua potabile 2022 sono differenti a seconda dei soggetti beneficiari:

  • 500 euro per i privati;
  • 2.500 euro per esercenti di attività di impresa, arti e professioni e per gli enti non commerciali (compresi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti).

Bonus acqua potabile 2022: come fare domanda

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La domanda per il bonus acqua potabile può essere presentata tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello della spesa, tramite l’apposito servizio web nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, l’utilizzo del credito può avvenire nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese agevolabili e in quelle successive fino a quando non se ne conclude l’utilizzo o, in alternativa, in compensazione tramite modello F24. Per tutti gli altri soggetti, invece, l’utilizzo è esclusivamente in compensazione tramite modello F24.

Per ottenere il rimborso, ricordiamo, è necessario conservare la fattura elettronica o un documento commerciale contenente il codice fiscale del soggetto che richiede il credito di imposta.