Bonus acqua potabile 2022: importi e come funziona

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
03/12/2021

Il bonus acqua potabile è un contributo rivolto ai cittadini che acquistano dispositivi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua. La misura, che prevede incentivi da 200 a 2.500 euro, è stata rinnovata anche per il 2022: vediamo insieme come funziona e quando si può richiedere.

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Il bonus acqua potabile è un incentivo introdotto con la Legge di Bilancio 2021 nell’ottica di razionalizzare l’uso dell’acqua e diminuire l’inquinamento dovuto alle bottiglie di plastica per l’uso potabile.

Il bonus, prorogato fino al 31 dicembre 2022, ha un valore di 500 euro per i privati e di 2.500 euro per gli esercenti e può essere richiesto per l’acquisto di dispositivi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua: vediamo meglio come funziona.

Bonus acqua potabile 2022: di cosa si tratta

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Il bonus acqua potabile consiste in un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua, oltre che per gli strumenti di addizione di anidride carbonica alimentare.

Gli importi erogati sono differenti a seconda dei soggetti beneficiari:

  • 500 euro per i privati;
  • 2.500 euro per esercenti di attività di impresa, arti e professioni;
  • 2.500 euro per gli enti non commerciali (compresi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti).

La spesa massima su cui calcolare il credito d’imposta, di conseguenza, è pari:

  • a 1.000 euro per le persone fisiche;
  • a 5.000 euro per gli esercenti attività commercialo o istituzionale.

Bonus acqua potabile: come fare domanda

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La domanda per il bonus acqua potabile può essere presentata tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello della spesa tramite l’apposito servizio web nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, compilando l’apposito form e allegando tutta la documentazione richiesta.

Una volta ricevuto, il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 o direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Per ottenere il rimborso, ricordiamo, è necessario conservare la fattura elettronica o un documento commerciale contenente il codice fiscale del soggetto che richiede il credito di imposta. Sono esclusi tutti i pagamenti effettuati in contanti successivamente al 16 giugno 2021.