Bonus acqua potabile prorogato al 2023: importi, domanda e quando spetta

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
28/12/2021

Nella bozza definitiva della Legge di Bilancio è presente la proroga fino al 31 dicembre 2023 del bonus acqua potabile, l’incentivo rivolto ai cittadini che acquistano dispositivi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua. Il contributo può arrivare fino a 2.500 euro: vediamo insieme come funziona e quando si può richiedere.

Il bonus acqua potabile è un incentivo introdotto nel 2021 nell’ottica di razionalizzare l’uso dell’acqua e diminuire l’inquinamento dovuto alle bottiglie di plastica per l’uso potabile.

Il bonus, prorogato fino al 31 dicembre 2023 dalla prossima Legge di Bilancio, è pari al 50% delle spese sostenute per un valore massimo di 500 euro per i privati e di 2.500 euro per gli esercenti e può essere richiesto per l’acquisto di dispositivi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua: vediamo meglio come funziona.

Bonus acqua potabile prorogato: come funziona

La Legge di Bilancio 2022 che verrà approvata nei prossimi giorni disporrà la proroga al 2023 del bonus acqua potabile, l’incentivo che prevede un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento dell’acqua, oltre che per gli strumenti di addizione di anidride carbonica alimentare.

Gli importi erogati sono differenti a seconda dei soggetti beneficiari:

  • 500 euro per i privati;
  • 2.500 euro per esercenti di attività di impresa, arti e professioni e per gli enti non commerciali (compresi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti).

La spesa massima su cui calcolare il credito d’imposta, di conseguenza, è pari:

  • a 1.000 euro per le persone fisiche;
  • a 5.000 euro per gli esercenti attività commercialo o istituzionale.

Bonus acqua potabile: come ottenerlo

La domanda per il bonus acqua potabile può essere presentata tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello della spesa tramite l’apposito servizio web nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, compilando l’apposito form e allegando tutta la documentazione richiesta.

Una volta ricevuto, il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 o direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Per ottenere il rimborso, ricordiamo, è necessario conservare la fattura elettronica o un documento commerciale contenente il codice fiscale del soggetto che richiede il credito di imposta.