Bonus affitto imprese 2022, cresce la platea dei beneficiari: a chi spetta?

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
11/06/2022

Aumenta la platea delle attività potenzialmente beneficiarie del bonus affitto 2022. Il decreto Sostegni ter, infatti, ha esteso da quest’anno l’agevolazione anche al settore delle gestione di piscine. Vediamo nel seguente articolo le novità e i dettagli della misura di sostegno.

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Il bonus affitto imprese si allarga. Da quest’anno, infatti, tra i potenziali beneficiari del credito di imposta sui canoni di locazione non abitativa vengono ricompresi anche i gestori di piscine.

Vediamo quali sono le novità e i requisiti da rispettare per poter usufruire del bonus.

Bonus affitto imprese esteso alle piscine

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Il bonus affitto imprese prevede un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di un’attività.

Il decreto Sostegni ter ha rinnovato il contributo anche per il 2022, con l’obiettivo di aiutare le aziende messe in difficoltà dalle restrizioni legate alla pandemia. Inoltre, con un emendamento al provvedimento proposto ed approvato al Senato, l’accesso al bonus affitto è stato esteso anche al settore della gestione di piscine (codice ATECO 93.11.20).

A differenza dello scorso anno, però, ci sono dei casi in cui il beneficio si riduce. In presenza, ad esempio, di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile ad uso non abitativo destinato allo svolgimento delle attività, il credito d’imposta scende al 30%. Per le strutture turistico-ricettive, invece, il bonus affitto 2022 è pari al 50%.

Bonus affitto imprese: i requisiti

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Il requisito primario per poter usufruire del bonus affitto è aver registrato una riduzione del fatturato pari al 50% rispetto al 2019, relativamente ai mesi per cui si richiede l’agevolazione.

Per accedere al contributo, i soggetti interessati devono presentare un’apposita autodichiarazione all’Agenzia delle Entrate, tramite cui si attesta ufficialmente il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti.