Bonus affitto imprese 2022: novità e come funziona

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
17/04/2022

Bonus affitto imprese 2022: un emendamento al decreto Sostegni ter ha allargato la misura al settore della gestione di piscine, facendo così crescere la platea delle attività potenzialmente beneficiarie del credito d’imposta del 60%. Vediamo tutte le ultime novità sulla misura.

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Bonus affitto imprese 2022: si amplia la platea degli aventi diritto al contributo. Tra i potenziali beneficiari del credito di imposta sui canoni di locazione non abitativa ci saranno anche i gestori di piscine.

Vediamo nel seguenti articolo cosa cambia e quali sono i requisiti da rispettare per poter usufruire del bonus.

Bonus affitto imprese: le novità

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Il bonus affitto per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022 prevede un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di un’attività.

Il decreto Sostegni ter ha riproposto il contributo, con l’obiettivo di aiutare le aziende messe in difficoltà dalle restrizioni legate alla pandemia. Con un emendamento al provvedimento proposto ed approvato al Senato, inoltre, l’accessibilità al bonus affitto è stata estesa anche al settore della gestione di piscine (codice ATECO 93.11.20).

Quest’anno, è bene precisare, ci sono anche casi in cui il beneficio si riduce. In presenza, ad esempio, di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile ad uso non abitativo destinato allo svolgimento delle attività, il credito d’imposta scende al 30%. Per le strutture turistico-ricettive, invece, il bonus affitto 2022 è pari al 50%.

Bonus affitto imprese: requisiti e domanda

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Il requisito primario per poter usufruire del bonus affitto è aver registrato una riduzione del fatturato pari al 50% rispetto al 2019, relativamente ai mesi per cui si richiede l’agevolazione.

Per accedere al contributo, i soggetti interessati devono presentare un’apposita autodichiarazione all’Agenzia delle Entrate, tramite cui si attesta ufficialmente il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dal decreto.