Bonus affitto imprese 2022: quando scade?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
17/08/2022

Potranno beneficiare del bonus affitto imprese anche coloro che si trovano in ritardo con i pagamenti, purché questi avvengano entro il termine ultimo stabilito. Vediamo insieme entro quando sarà possibile usufruire dell’agevolazione.

house-key-in-home-insurance-broker-agent-s-hand-protection-min

L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti circa il Bonus affitto imprese turistiche tramite l’interpello n.426 del 12 agosto 2022.

L’Agenzia ricorda che l’agevolazione spetta anche a chi paga in ritardo ma entro la scadenza del 29 agosto, come scritto in una Faq pubblicata sul proprio sito.

Bonus affitto imprese 2022: scadenza

Calendario

Anche i ritardatari potranno beneficiare del bonus affitto imprese. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha ricordato che potranno usufruire dell’agevolazione anche coloro che pagheranno in ritardo ma entro la scadenza del 29 agosto.

Infatti, secondo le condizioni previste dalla Commissione europea, il credito d’imposta può essere riconosciuto soltanto per i canoni di locazione pagati entro il 30 giugno 2022, ma l’Agenzia ha prorogato il termine ultimo, ritendendo:

di poter considerare validi ai fini del riconoscimento del credito d’imposta anche i canoni versati oltre il 30 giugno 2022 ma entro il 29 agosto 2022, in applicazione dell’articolo 3 comma 2, dello Statuto dei diritti del contribuente.

Il Bonus affitto imprese è stato introdotto dal Decreto Rilancio per poi essere successivamente modificato. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Bonus affitto imprese 2022: come funziona

Bonus affitto imprese 2022: quando scade?

Il Decreto Sostegni-ter ha stabilito che le imprese del settore turistico potranno usufruire del bonus affitto nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022. L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione corrisposto.

Per poter usufruire del credito d’imposta è necessario che nel corso di ciascun mese di riferimento si sia verificata una riduzione del fatturato o dei corrispettivi pari almeno al 50% rispetto al medesimo mese di riferimento.

Il credito di imposta, pari al 30% o al 60% delle somme versate per i canoni, può essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta di sostenimento della spesa o in compensazione ma solo dopo l’avvenuto pagamento dei canoni.