Bonus animali domestici 2023 addio: verso la riduzione dell’Iva sulle spese veterinarie

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
16/12/2022

Una volta accantonata l’introduzione del bonus animali domestici, la parlamentare Brambilla ha intenzione di proporre la riduzione dell’Iva per le spese veterinarie. Vediamo insieme le ultime novità.

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Tra gli emendamenti proposti alla legge di bilancio, rientrava anche l’introduzione del bonus animali domestici, ossia di un assegno dal valore di 150 euro annui per ogni animale domestico, per un massimo di 450 euro annui, con possibilità di raddoppio.

Tuttavia, l’emendamento, a prima firma Brambilla – candidata indipendente con il centrodestra in Sicilia e poi iscritta nel Gruppo misto -, non rientra tra quelli segnalati della maggioranza.

Nonostante ciò, la parlamentare ha dichiarato di voler puntare una riduzione dell’Iva per le spese veterinarie.

Animali domestici: riduzione dell’Iva sul veterinario

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Secondo quanto riportato da La Repubblica, la proposta in merito all’introduzione di un bonus animali domestici è stata accantonata dalla maggioranza. Nonostante ciò, la parlamentare Brambilla ha dichiarato di voler ridurre l’Iva sulle spese veterinarie:

Vista la disponibilità limitata di risorse abbiamo deciso, come Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, di concentrare la nostra proposta sulla riduzione dell’Iva per le spese veterinarie per dare un sostegno concreto alle famiglie di cui gli animali sono parte integrante. E che rischiano di andare in seria difficoltà in presenza di bassi redditi e spese importanti per le loro cure

Infatti, tra gli emendamenti segnalati rientra anche la proposta di riduzione dell’Iva sulle prestazioni veterinarie, con un costo stimato in 40 milioni di euro annui a decorrere dal 2023.

Bonus animali domestici: di cosa si tratta

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Secondo la proposta, era previsto un assegno dal valore di 150 euro all’anno per ogni animale domestico che vive in famiglia e iscritto alla relativa anagrafe. Inoltre, il bonus sarebbe potuto arrivare fino a 300 euro se si hanno due animali e a 450 euro annui se si è in possesso di tre o più animali.

Nel testo dell’emendamento, veniva anche specificato che il bonus sarebbe spettato solamente a condizione che il nucleo familiare di appartenenza dell’intestatario dell’animale richiedente l’assegno avesse un Isee non superiore a 15mila euro annui. Inoltre, della procedura per la richiesta si sarebbe dovuta fare carico l’Inps.

Infine, il testo dell’emendamento prevedeva che nel caso in cui il reddito Isee fosse stato ancora più basso, ossia inferiore ai 7mila euro, il bonus sarebbe raddoppiato per un massimo di 900 euro annui.