Bonus animali domestici, salta per il 2023: perché?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
23/12/2022

Il bonus animali domestici non è stato introdotto per il 2023 come proposto da un emendamento alla Legge di Bilancio che portava la firma di Michela Vittoria Brambilla. Ma per quale motivo? Scopriamolo insieme.

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Tra gli emendamenti proposti alla legge di bilancio, rientrava anche l’introduzione del bonus animali domestici, un assegno dal valore di 150 euro annui per ogni animale domestico, per un massimo di 450 euro all’anno, con possibilità di raddoppio.

Tuttavia, l’emendamento, a prima firma Brambilla – candidata indipendente con il centrodestra in Sicilia e poi iscritta nel Gruppo misto -, non è stato approvato e di conseguenza il bonus non rientra tra quelli previsti per il prossimo anno.

Scopriamo insieme per quale motivo non è stato approvato.

Animali domestici: addio al bonuscat-gbd22f30d7_1920

Il bonus animali domestici non è stato approvato all’interno della Legge di Bilancio 2023. La decisione è stata presa dalla Commissione Bilancio lo scorso 20 dicembre.

Il motivo? Le risorse erano troppe poche e anche il tempo non bastava. Infatti, la Manovra dovrà essere approvata entro la fine dell’anno.

Bonus animali domestici: cosa prevedeva

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Secondo la proposta, il bonus animali domestici sarebbe dovuto consistere in un assegno dal valore di 150 euro all’anno per ogni animale domestico che vive in famiglia e iscritto alla relativa anagrafe. Inoltre, il bonus sarebbe potuto arrivare fino a 300 euro se in possesso di due animali e a 450 euro annui se si hanno tre o più animali.

Nel testo dell’emendamento, veniva anche specificato che il bonus sarebbe spettato solamente a condizione che il nucleo familiare di appartenenza dell’intestatario dell’animale richiedente l’assegno avesse un Isee non superiore a 15mila euro annui. Inoltre, della procedura per la richiesta si sarebbe dovuta fare carico l’Inps.

Infine, era previsto che nel caso in cui il reddito Isee fosse stato ancora più basso, ossia inferiore ai 7mila euro, il bonus sarebbe raddoppiato per un massimo di 900 euro annui.