Bonus Bancomat: cos’è e cosa prevede

Camilla
  • Dott. in Scienze della Comunicazione
19/01/2022

Per vincere l’evasione fiscale, il governo sta promuovendo l’utilizzo e la diffusione degli strumenti digitali tracciabili. Scopriamo quali misure prevede il bonus bancomat. 

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Il governo, ormai da tempo, si sta impegnando a combattere l’evasione fiscale promovendo la diffusione di strumenti per pagamenti digitali. Fino alla fine di giugno i commercianti possono usufruire di un credito d’imposta del 100%  per le commissioni di utilizzo del Pos. Entro la stessa data sono previsti fino a 160 euro per acquistare, noleggiare o utilizzare questi strumenti.

Promuovere i pagamenti tracciabili è uno degli obiettivi del governo Draghi, che si sta muovendo sulla scia dei governi precedenti, pur essendo stato cancellato il cashback ci sono altre iniziative ancora attive per aiutare le attività in crescita.

Come previsto dal decreto legge n. 99 del 30 giugno ’21 “gli esercenti attività di impresa, arte o professioni che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizio nei confronti di consumatori finali” possono usufruire di un benefico parametrato al costo di acquisto.

Il decreto rimane in vigore anche se non c’è alcun riferimento specifico nella Legge di Bilancio 2022, sono comunque previste diverse finestre temporali. I crediti d’imposta per le commissioni e per l’acquisto, il noleggio e l’utilizzo del Pos fanno riferimento alle spese sostenute tra il primo luglio 2021 e il trenta giugno 2022.

I crediti d’imposta maturati nel 2022 sono usufruibili soltanto in compensazione in dichiarazione dei redditi, nello specifico:

“il credito spetta nel limite massimo di spesa per soggetto di 160 euro”

L’importo massimo potrà essere fruito al 70% nel caso in cui i ricavi del periodo d’imposta detengono un ammontare non superiore ai 200mila euro, al 40% qualora i ricavi fossero compresi tra i 200mila euro e un milione di euro, 

È anche previsto un credito d’imposta fino a 320 euro parametrato alle spese per l’acquisto, il noleggio e l’utilizzo dei cosiddetti “Pos smart”, definiti dalla legge come:

“strumenti evoluti di pagamento elettronico che consentono anche la memorizzazione e la trasmissione telematica”