Bonus barriere architettoniche 2023: come funzionano la cessione e lo sconto

Il bonus per la rimozione delle barriere architettoniche è un’eccezione nell’ambito dei bonus edilizi, permettendo l’uso della cessione del credito e dello sconto in fattura. Questo bonus può essere applicato in tre diverse situazioni e offre requisiti tecnici specifici, con l’eccezione dell’asseverazione presso l’ENEA e una vasta platea di beneficiari.

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Nel complicato mondo dei bonus edilizi, il bonus per la rimozione delle barriere architettoniche è un’eccezione che permette ancora l’uso della cessione del credito e dello sconto in fattura, anche dopo il 17 febbraio 2023.

Bonus barriere architettoniche: cosa cambia rispetto alle altre agevolazioni

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Il bonus barriere architettoniche è un’agevolazione fiscale del 75% destinata agli interventi per rimuovere barriere architettoniche. È stato introdotto con la Legge di Bilancio 2022 e prorogato fino al 31 dicembre 2025 con la Legge di Bilancio 2023. Può essere utilizzato come detrazione diretta o attraverso opzioni alternative, come lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Il bonus rappresenta un’eccezione nel panorama dei bonus edilizi. Nonostante le restrizioni introdotte dalla legge 38 del 2023, questo bonus consente ancora l’uso della cessione del credito e dello sconto in fattura, a condizione che i lavori siano stati avviati prima del 17 febbraio scorso.

Requisiti tecnici

Le opzioni che prevedono la cessione del credito e lo sconto in fattura spesso richiedono l’asseverazione di congruità dei prezzi e il visto di conformità. Tuttavia, tali requisiti possono essere esclusi nei lavori di piccola entità.

Le eccezioni di questo bonus

Una delle caratteristiche distintive di questo bonus è che non richiede l’asseverazione presso l’ENEA. Inoltre, il suo importo può variare tra 30.000 e 50.000 euro, a seconda del tipo di edificio e del numero di unità immobiliari coinvolte.

Platea di beneficiari: a chi spetta

Questo bonus è accessibile a una vasta gamma di beneficiari, tra cui persone fisiche, enti pubblici e privati, società semplici, associazioni professionali e soggetti con reddito d’impresa. La sua accessibilità supera quella di molte altre agevolazioni edilizie.

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