Bonus bebè 2022: per chi è ancora attivo?

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
19/05/2022

Nonostante il successo ottenuto lo scorso anno, il bonus bebè è stato cancellato e non potrà essere richiesto da coloro che non hanno già presentato la domanda. Tuttavia, alcuni soggetti possono ancora richiedere l’agevolazione: vediamo insieme di chi si tratta.

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È notizia di qualche settimana fa l’intenzione del Governo Draghi di cancellare il bonus bebè, togliendo la possibilità di inviare nuove domande per l’agevolazione. Secondo la Corte Costituzionale, però, continueranno ad avere diritto al bonus i cittadini extra UE in possesso di determinati requisiti.

Vediamo nel seguente articolo tutte le ultime novità a riguardo.

Addio al bonus bebè

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Il bonus bebè non è stato confermato per il 2022. I pagamenti verranno erogati solo per concludere il periodo coperto dall’agevolazione. Di conseguenza, non è possibile richiedere nuovamente il bonus bebé: l’agevolazione non esiste più se non per chi ha già presentato domanda.

Il bonus bebè, ricordiamo, è un assegno di natalità di importo variabile da 80 a 160 euro al mese, e fino ad un massimo di 1.920 euro nei 12 mesi, richiedibile entro 90 giorni dall’evento.

Ma la novità è che questa decisione non riguarda tutti i richiedenti.

Bonus bebè: chi può ancora averlo?

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Secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionali, infatti, hanno ancora diritto a ricevere le somme i seguenti cittadini extra UE:

  • familiari titolari di carte di soggiorno previste dagli articoli 10 e 17 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30;
  • gli stranieri titolari di permesso unico di lavoro autorizzati a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi;
  • gli stranieri titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzati a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi.

Di conseguenza, come chiarito dall’INPS con il messaggio n. 1562, le domande di assegno di natalità presentate dai titolari dei predetti titoli di soggiorno e permessi di lavoro e/o di ricerca verranno accolte in presenza di due ulteriori requisiti:

  • residenza in Italia;
  • convivenza con il figlio del genitore richiedente.