Bonus bebè cancellato ma non per tutti: chi può ancora riceverlo?

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
02/05/2022

Il bonus bebè è stato cancellato e non potrà essere richiesto da coloro che non hanno già presentato la domanda. Questa novità, tuttavia, non riguarda tutti. Vediamo nel seguente articolo chi è che può ancora richiedere l’agevolazione.

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Il Governo ha deciso di cancellare il bonus bebè, togliendo la possibilità di inviare nuove domande per l’agevolazione. Esiste, però, un’eccezione: secondo la Corte Costituzionale, infatti, continueranno ad avere diritto al bonus i cittadini extra UE in possesso di determinati requisiti.

Vediamo nel seguente articolo chi continuerà ad avere accesso alla misura anche quest’anno.

Bonus bebè cancellato

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Il bonus bebè non è stato confermato per il 2022. I pagamenti verranno erogati solo per concludere il periodo coperto dall’agevolazione. Di conseguenza, non è possibile richiedere nuovamente il bonus bebé: l’agevolazione non esiste più se non per chi ha già presentato domanda.

Il bonus bebè, ricordiamo, è un assegno di natalità di importo variabile da 80 a 160 euro al mese, e fino ad un massimo di 1.920 euro nei 12 mesi, richiedibile entro 90 giorni dall’evento.

Bonus bebè: chi può ancora fare domanda

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Questa decision, tuttavia, non riguarda la totalità dei richiedenti. Secondo la Corte Costituzionali, infatti, hanno diritto a ricevere le somme i seguenti cittadini extra UE:

  • familiari titolari di carte di soggiorno previste dagli articoli 10 e 17 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30;
  • gli stranieri titolari di permesso unico di lavoro autorizzati a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi;
  • gli stranieri titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzati a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi.

Di conseguenza, come chiariro dall’INPS con il messaggio n. 1562, le domande di assegno di natalità presentate dai titolari dei predetti titoli di soggiorno e permessi di lavoro e/o di ricerca verranno accolte in presenza di due ulteriori requisiti:

  • residenza in Italia;
  • convivenza con il figlio del genitore richiedente.