Bonus bollette in busta paga 2022: cos’è, come funziona e a chi spetta

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
23/08/2022

Arriva un nuovo bonus per i lavoratori dipendenti del settore privato. Si tratta del bonus bollette in busta paga, introdotto dal decreto aiuti bis. Vediamo insieme di cosa si tratta, come funziona e a chi spetta.

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Il bonus bollette in busta paga è stato introdotto dal decreto aiuti bis. La misura non si deve confondere con il già previsto bonus sociale che viene già direttamente applicato all’importo delle utenze se si possiedono i requisiti richiesti.

Il nuovo contributo grava sulle casse del datore di lavoro, che può beneficiare del fatto che questo, entro una certa soglia, sia totalmente esentasse.

Vediamo insieme cos’è, come funziona e a chi spetta.

Bonus bollette in busta paga 2022: di cosa si tratta

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Il decreto aiuti bis riconosce al datore di lavoro la possibilità di individuare tra i benefit aziendali un bonus per il pagamento delle utenze di luce, acqua e gas. Tale contributo può raggiungere un importo massimo pari a 600 euro l’anno ed è esentasse.

In tal modo, viene rivisto quanto stabilito dal testo unico delle imposte sui redditi, secondo cui il limite entro cui i benefit aziendali non sono tassati è fissato a 258 euro.

Nel dettaglio, nell’articolo 12 si legge che:

Non concorrono a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, entro il limite complessivo di 600 euro.

Quanto scritto precedentemente è valido esclusivamente per il periodo d’imposta 2022.

Ovviamente non si tratta di un obbligo per l’azienda, la quale resta libera di decidere se riconoscere o meno delle misure aggiuntive allo stipendio senza vincolo alcuno.

A chi spetta il bonus

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Per usufruire del bonus non occorrono specifici requisiti o condizioni: è il datore di lavoro a decidere se e a chi riconoscere tale bonus. Infatti, non si tratta di un obbligo per l’azienda, la quale resta libera di decidere se riconoscere o meno delle misure aggiuntive allo stipendio senza vincolo alcuno.

Bisogna sottolineare che il bonus è riservato alle aziende che operano nel settore privato: non ci sono dunque possibilità di ottenerlo per i dipendenti pubblici. E a poterne beneficiare sono solamente i lavoratori con contratto subordinato.