Bonus busta paga da 3.000 euro: cos’è e da quando

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
09/11/2022

Il governo ha annunciato l’introduzione di un bonus busta paga dal valore di 3mila euro che potrà essere erogato dalle aziende per aiutare i propri dipendenti ad affrontare l’inflazione degli ultimi mesi. Vediamo insieme di cosa si tratta.

money-1005476_1920

Il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, ha annunciato che con il prossimo decreto sarà introdotto un bonus busta paga dal valore di 3mila euro.

Si tratta di una misura di cui dovranno farsi carico le aziende, se disponibili, per contribuire a sostenere il reddito dei propri dipendenti, intervento necessario soprattutto in quest’ultimo periodo a causa dell’inflazione che ha causato una notevole perdita del potere d’acquisto degli stipendi.

Aumento degli stipendi: come sarà possibile

money-1033647_1920

Insieme a un nuovo taglio del cuneo fiscale, il bonus da 3mila euro contribuirà nei prossimi mesi all’aumento degli stipendi.

Il governo ha deciso di intervenire a favore del potere d’acquisto degli stipendi su due distinte direzioni. Da un lato riconoscendo alle aziende la possibilità di erogare bonus e premi esentasse per aumentare gli stipendi, dall’altro intervenendo sull’imposizione fiscale che grava sulle retribuzioni, con l’obiettivo di tagliare ulteriormente il cuneo fiscale rispetto allo sgravio del 2% introdotto dal governo Draghi per l’anno in corso.

Bonus 3mila euro: l’annuncio del governo

money-1005464_1920

Federico Freni ha dichiarato che già nel decreto Aiuti quater, con il quale verranno introdotte nuove misure contro il caro bollette di famiglie e imprese, sarà prevista una nuova misura, ossia quella del bonus busta paga da 3mila euro:

Daremo la possibilità alle imprese di erogare un premio ai dipendenti esente da tassazione fino a 3.000 euro. Le imprese potranno così aiutare i dipendenti a fronteggiare il rincaro del costo della vita senza l’interposizione di un cuneo fiscale e senza cristallizzare aumenti salariali che potrebbero risultare insostenibili.

Ovviamente non si tratta di un obbligo per l’azienda, la quale può anche scegliere di non fruire di tale possibilità. Inoltre, l’importo riconosciuto potrebbe anche essere più basso: 3.000 euro, infatti, è il limite annuo entro cui tale premio non sarebbe tassato.