Bonus carta docente in scadenza: come fare e quando spenderlo

Il bonus Carta Docente è stato rivisto – con nuove regole che allargano la platea dei beneficiari anche ai supplenti – in seguito alla situazione evidenziata dai precari, non considerati inizialmente tra i percettori. I docenti, però, dovranno fare attenzione perché la Carta Docente 2021/2022 è in scadenza: ciò significa che il contributo va speso quanto prima. 

Bonus carta docente in scadenza: come fare e quando spenderlo

La Carta Docente – il contributo da 500 euro che viene erogato ai docenti della scuola pensato per l’aggiornamento e la formazione del personale scolastico – avrà una platea più ampia a partire dal prossimo anno. Questo perché, dopo diverse richieste arrivate dai precari del mondo scuola, il bonus sarà erogato anche ai supplenti che hanno ricevuto incarichi annuali e a coloro che hanno avuto sentenza favorevole per quanto riguarda gli anni pre-ruolo, ricevendo così gli arretrati delle annualità indicate.

Carta Docente: scadenza in arrivo

Bonus carta docente in scadenza: come fare e quando spenderlo

I docenti che sono percettori del bonus, però, devono fare attenzione alle scadenze. In particolare il contributo da 500 euro che riguarda l’annualità 2021/2022 dovrà essere speso obbligatoriamente entro il 31 agosto 2023.

Carta Docente: come funziona per chi va in pensione?

Bonus carta docente in scadenza: come fare e quando spenderlo

La scadenza che è stata riportata in precedenza, ed entro cui dovranno essere effettuate le spese che si vogliono far rientrare nella Carta Docente, vale anche per i docenti che andranno in pensione a partire dal primo settembre.

Carta Docente: spese ammesse

Bonus carta docente in scadenza: come fare e quando spenderlo

Chi ha ricevuto la Carta Docente 2021/2022 dovrà quindi considerare quali sono state le spese effettuate e cosa ancora può essere investito in formazione prima che scada. In particolare, il bonus per il personale docente può essere utilizzato per acquistare:

  • libri, testi, riviste che sono funzionali all’aggiornamento professionale;
  • hardware e software per corsi o attività di aggiornamento, a patto che siano comunque riconosciuti dal MIUR;
  • iscrizione a corsi di studio come lauree e master che siano comunque coerenti con il profilo del docente;
  • ingresso a mostre, cinema, musei e spettacoli.

Carta Docente: cosa cambia

Con l’allargamento della platea di beneficiari ai supplenti, di conseguenza, aumenterà il costo complessivo della Carta Docente a 42 milioni di euro, con quasi 800mila docenti che potranno usufruirne.

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